SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è conclusa con successo, sabato 18 aprile, con replica domenica 19 aprile, la stagione teatrale del Concordia di San Benedetto, a cura del comune e dell’Amat, con il contributo di MiC e di Regione Marche. In scena la commedia “Non si sa come” di Luigi Pirandello, diretta da Paolo Valerio, con protagonista Franco Branciaroli affiancato da Alessandro Albertin, Valentina Violo, Ester Galazzi ed Emanuele Fortunati.
Ultima commedia compiuta del grande drammaturgo siciliano, questa pièce rivela, con una certa dose di cinismo e crudeltà, il lato meno umano e più istintivo dell’uomo e mette in campo alcuni tra i temi più significativi della straordinaria poetica pirandelliana: la lotta tra istinto e ragione, l’opposizione tra destino e volontà, cioè tra ciò che non riusciamo a controllare e ciò che decidiamo, il contrasto tra apparenza e realtà, ovvero tra ciò che sembriamo agli occhi degli altri e della società in cui viviamo e ciò che siamo realmente, spesso vittime delle nostre fragilità, paure e insicurezze. Una commedia psicologica, in cui tutto è affidato al dialogo e all’interazione tra i personaggi che si alternano su una scena che il regista ha lasciato quasi vuota, se non occupata da un divano vecchio stile, con alle spalle una serie di contenuti multimediali che si susseguono facendo da accompagnamento visivo a ciò che viene detto. Una pièce che indaga, dunque, nei meandri della psiche umana, dove le parole, dette e non dette, giocano un ruolo determinante, perché portano finalmente a galla profondi e radicati drammi interiori.
Il tradimento, amicale e amoroso, resta al centro della commedia e diviene il pretesto per innescare tutta una serie di interrogativi sull’essere umano, sul suo senso di colpa e su quanto, talvolta, l’irrazionalità prevalga sull’auto controllo, mettendo in luce quella parte di noi nascosta, spesso ignota anche a noi stessi. Un’interpretazione credibile e intensa, che ha catturato e restituito al pubblico la stessa inquietudine racchiusa in ognuno dei personaggi, che ciascun attore ha saputo ricostruire con verosimiglianza e attendibilità, e ha ridestato in ogni spettatore timori e incertezze, conducendolo, poco alla volta, in un crescendo non privo di tensione e destabilizzazione, verso un finale sconvolgente, ma forse persino prevedibile. Un’opera meno conosciuta del grande autore del nostro Novecento, che ha regalato al pubblico un’incisiva e convincente prova attoriale.

Non si sa come

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