SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Nel nostro territorio ci sono molti cittadini che da anni non hanno più un lavoro e un reddito“, è un incipit lapidario quello dei Disoccupati Piceni nella loro ultima lettera. Chi ha conosciuto il gruppo negli ultimi mesi ha imparato che la caparbietà e la concretezza sono due doti di cui certo non difettano.

“I comuni – prosegue la lettera – devono cominciare a farsi carico dei propri cittadini in difficoltà. Non è possibile che chi è
senza lavoro continui a pagare tasse locali e ticket“. La proposta, o meglio le proposte, dei Disoccupati piceni sono una decina. Il filo conduttore che le accomuna è l’uso migliore delle risorse disponibili e la prevenzione contro gli sprechi.

Al primo posto spunta una tematica che già da anni, a livello nazionale, è diventata famosa, il reddito di cittadinanza.
Oltre al rilancio dell’occupazione con un nuovo modello di sviluppo economico e sostenibile e la rimozione di tutti i limiti di assunzione a ventinove anni, il gruppo chiede la modifica strutturale dei centri per l’impiego.

L’elenco di istanze prosegue con la reintroduzione dell’anzianità d’iscrizione alle liste di disoccupazione per dare precedenza a chi è da tempo senza occupazione. I Disoccupati Piceni non dimenticano la riqualificazione e consulenza giuridico-fiscale di chi non ha una retribuzione.

“Oggi a quarant’anni trovare un impiego stabile è difficile, a cinquanta è quasi impossibile” si legge tra le righe scritte dal corpo sociale. La richiesta è quindi quella di dare la possibilità di andare in pensione agli ultracinquantenni che abbiano già versato trent’anni di contributi senza attendere i quarantatre anni contributivi.

Gli ultimi due punti cui il gruppo fa riferimento sono la riduzione dell’orario di lavoro e la reintroduzione del contratto indeterminato e delle sue tutele. Se i Disoccupati Piceni chiamano costantemente a raccolta le coscienze della comunità è perché “senza l’unità tra le varie forze politiche istituzionali, imprenditoriali e della società civile, il territorio non cresce“. Queste le parole di Luigino Pignoloni. Ciò che si auspica è una maggior convergenza delle forze politiche del territorio.

“Chiediamo – continua il rappresentante – che sia portato avanti l’impegno istituzionale prioritario infrastrutturale dal Governo, a cominciare dal tratto stradale Comunanza–Croce Casale–Amandola senza dimenticare il completamento della terza corsia
dell’A14 nel tratto Piceno”.

Per contattare il gruppo è possibile rivolgersi su WhatsApp al numero 334 7555 410.

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