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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La fusione dei Comuni è un argomento che sta prendendo quota. Recentemente i primi cittadini di Grottammare e Massignano hanno dichiarato apertamente di essere favorevoli alla realizzazione della “Città Grande”. Sarebbero state individuate dieci località della Riviera Picena (San Benedetto del Tronto, Grottammare, Cupra Marittima, Monteprandone, Monsampolo del Tronto, Ripatransone, Acquaviva Picena, Montefiore dell’Aso, Massignano, Cossignano) da unire in un unico grande comprensorio, e un solo Comune. Il 6 novembre scorso è nato il comitato di cittadini “Oggi si può”, che ritenendo la fusione inevitabile, si propone di accelerare i procedimenti per arrivare prima possibile ad un referendum.

Abbiamo intervistato Riccardo Ricci, che nel gruppo organizzativo ricopre il ruolo di addetto stampa

Perché siete favorevoli alla Città Grande?

“Siamo favorevoli alla Città Grande per diversi motivi. Per noi la costituzione di un comune unico risulta importante, poiché la nuova realtà comprensoriale rappresenterebbe il secondo comune delle Marche, con un peso indubbiamente differente nelle decisioni regionali, relative sia allo sviluppo del territorio sia alla spartizione dei relativi fondi preposti, evitando tra l’altro le storiche penalizzazioni da parte degli organi provinciali, oramai non più totalmente rappresentativi.

Quali sarebbero i vantaggi economici?

L’avvenuta fusione determinerebbe una serie di vantaggi anche fiscali che, a cascata, apporterebbero un importante sollievo per le ormai martoriate tasche dei cittadini. Sono previsti infatti dei contributi statali, un Decreto del ministero dell’interno (21 gennaio 2015) stabilisce che ai Comuni che danno luogo alla fusione spetta per dieci anni un contributo straordinario pari al 20% dei trasferimenti erariali attribuiti agli stessi enti per l’anno 2010, nel limite degli stanziamenti previsti e in misura non superiore a 1,5 milioni per ogni fusione. Contributi regionali a favore del nuovo ente locale. Una deroga al patto di stabilità, per il nuovo comune frutto della fusione, della durata di tre anni. La fusione per noi è anche inevitabile, poiché i bilanci comunali ogni anno subiscono tagli su alcune voci fondamentali, sino ad arrivare nell’arco di cinque anni al 60% in meno, con conseguente disservizio da un lato, e aumento dei costi dall’altro”.

Da cosa è nata l’idea del comitato?

“L’idea della fusione concernente i comuni del nostro distretto va avanti da tantissimi anni, su Riviera Oggi ne parlate da almeno 15 anni. Tuttavia, dalla cittadinanza, è stata sempre vista come una questione tanto scontata quanto irrealizzabile. È stata un’idea del vostro direttore quella di formare un comitato. Io e altri abbiamo raccolto l’invito e ci siamo riuniti per la prima volta il 6 novembre scorso. Da quella data ci vediamo ogni settimana e approfondiamo la tematica sotto ogni punto di vista, affidandoci ai vari tecnici presenti nel gruppo. Contemporaneamente è stata resa pubblica la proposta del Governatore marchigiano Ceriscioli di ridurre, in base alla legge Del Rio sui processi di Unione e Fusione, i comuni marchigiani da 236 a 23. Lo stato maggiore della  Regione Marche, da sempre matrigna con il sud delle Marche, ci tendeva la mano per realizzare il nostro sogno”

Qual è il tuo ruolo in questo comitato?

“Sono la voce del comitato, poiché giovane e studente. Sono stato nominato segretario e addetto stampa, ho quindi il compito di tenere rapporti con i vari media territoriali attraverso comunicati e interviste”.

Può fornirci i nome dei componenti?

“Il comitato è composto dalle seguenti persone: Luigi Tomassini (geometra) , Giampietro Gaetani (consulente), Carlo Clementoni (studioso dell’argomento), il sottoscritto, Massimo Romani (sindaco di Massignano), Giuliano Petrelli (amministratore di condomini), Marco di Marco (da sempre appassionato al problema), Giancarlo Fratini (artigiano), Nazzareno Perotti (giornalista), Guido Benigni (studente di Architettura), Giuseppe Spalazzi (assicuratore). In stand by l’adesione di Alessandro Palestini (ingegnere gestionale) e Primo Angellotti (informatico) perché assenti nelle ultime due riunioni. Terrei a precisare che la partecipazione al comitato è libera e permessa a tutti i cittadini aventi i requisiti di legge per esprimere il proprio voto; ognuno degli aderenti sopraccitati rappresenta esclusivamente se stesso e non altre associazioni, enti e organi politici, ai quali eventualmente appartenesse. Per il momento i partecipanti rappresentano anche il nucleo operativo.”.

Il vostro progetto sta avendo consenso? C’è interesse nell’opinione pubblica?

“Sì, dopo il nostro primo comunicato stampa, noti esponenti politici locali ci hanno chiesto informazioni ma anche tanti semplici cittadini si sono mostrati entusiasti e interessati a collaborare. Tra i più giovani stiamo notando uno spiccato ottimismo riguardo alla fusione, nelle generazioni più avanzate aleggia ancora uno spirito campanilistico e di disillusione, sarà poi compito del nostro comitato, attraverso una campagna informativa, a dimostrare tutti i vantaggi apportati dalla nascita di questo nuovo comune e sciogliere tutti i dubbi. Stiamo cercando di tastare il polso anche sui social network, è in allestimento infatti una pagina Facebook che prenderà il nome del comitato stesso “Oggi si può”, punteremo molto ad informare anche attraverso questa piattaforma”.

Quali sono i vostri obiettivi e scopi imminenti?

“L’obiettivo imminente è quello di far conoscere alla popolazione residente nei comuni collinari e costieri delle Marche meridionali, attraverso una forte campagna mediatica, l’importanza, e l’inevitabilità della fusione, caldeggiata già a livello regionale e nazionale dalle stesse istituzioni, al fine di dare tutte le informazioni utili in vista di un referendum. Porteremo come esempio anche le fusioni già sperimentate positivamente e quelle in via di definizione in molti comuni italiani, per facilità di comprensione le riporto i casi di Pesaro e Mombaroccio nel nord delle Marche, mentre a sud abbiamo il modello di Pescara, Montesilvano e Spoltore, il cui nome sarà “Nuova Pescara”.

Che tempi prevedete?

“Ovviamente tutto passerà dalla volontà dei cittadini e dei consigli comunali dei municipi destinati alla fusione. Con un’adeguata informazione saranno loro stessi ad essere partecipi di questo cambiamento. Infatti, esprimendo già da oggi il proprio consenso all’iniziativa, in sinergia con le azioni del comitato, sarebbero stimolati e sollecitati i consigli comunali prima a discutere della fusione e poi a indire un referendum popolare consultivo”.

Quali sono i vostri programmi in merito alla possibile realizzazione?

“Come le ho detto l’obiettivo su cui si basa il comitato, è: far conoscere. Partendo da questa base abbiamo intenzione di sviluppare delle iniziative sul territorio atte a far conoscere sia il comitato che i benefici della fusione.All’uopo abbiamo già prefissato un grande appuntamento per il 5 marzo 2016 (in una località del nostro territorio). Un convegno nel quale metteremo al corrente di quanto abbiamo fatto da oggi a quel giorno. Sarà molto utile aprire un proficuo dibattito tra la cittadinanza e i diretti interessati all’iniziativa”.

Un periodo nel quale la città di San Benedetto è in…stato di agitazione per l’elezione del nuovo sindaco.

“Se seguendo i nostri studi che settimanalmente comunicheremo alla stampa, volessero intervenire, la porta è aperta a tutti. Abbiamo in mente iniziative nelle quali vorremmo coinvolgere tutti gli amministratori pubblici delle località interessate”

Una domanda che oggi può apparire scomoda, avete pensato al nome da dare alla nascente Città Grande?

“Ne abbiamo discusso e deciso che sarà l’ultimo passo. Stiamo pensando ad un concorso di idee da promulgare anche a livello nazionale”

 

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