GROTTAMMARE – Il sindaco di Grottammare Enrico Piergallini replica ai comunicati del gruppo consiliare di opposizione Grottammare Futura (clicca qui).

L’estate è proprio finita: non a caso il gruppo “Grottammare Futura”, terminate le vacanze, si desta all’improvviso e si accorge che la città nel frattempo è andata avanti. Le ultime note non meriterebbero una replica tuttavia, per informare correttamente i cittadini ed evitare i depistaggi del gruppo di opposizione, è opportuno chiarire quanto segue.

La nuova rotatoria di via San Martino è prevista dal 1998 dal nostro piano regolatore; la realizziamo oggi poiché la presenza della ditta che sta completando le opere di urbanizzazione della lottizzazione limitrofa, si è caricata gran parte delle spese per quest’opera e ciò ha consentito di dimezzare i costi. La sua necessità è evidente a tutti: l’apertura della nuova via Meucci, di cui evidentemente “Grottammare Futura” non conosce l’esistenza, ha creato un incrocio di tre assi viari che non poteva che essere governato da una struttura come la rotatoria.

Non solo il gruppo di opposizione non conosce la città che pretende di amministrare ma, a dispetto del proprio nome, non si preoccupa del futuro: il vigente Piano Regolatore ha previsto infatti che via San Martino – attualmente senza sbocco – prosegua costeggiando lo stadio fino ad intersecarsi con la bretella autostradale. Quando ciò avverrà questo asse viario diventerà alternativo alla nazionale per accedere a tutta quella zona della città compresa tra la SS 16 e l’Autostrada.

Se noi amministratori fossimo miopi politicamente come il gruppo “Grottammare Futura” ci limiteremmo a governare l’esistente. Il nostro dovere invece è di immaginare come la città dovrà svilupparsi nei prossimi anni. E questa rotatoria si prepara ad accogliere questi cambiamenti.

Riguardo poi alla dimensione sfioriamo il ridicolo. Esistono ben precise norme tecniche che stabiliscono le dimensioni che una rotatoria deve avere. La nostra rotatoria, che ha un diametro esterno di 30 metri, e dunque classificabile come “compatta”, rispetta perfettamente le norme tecniche del D.M. 19 aprile 2006. Inoltre, stante la dimensione della corsia, che deve essere minimo di 7 metri, l’isola centrale è stata dimensionata in modo tale da favorire il transito di tutti i mezzi che possono circolare sul territorio nazionale senza che essa venga sormontata. La non sormontabilità dell’aiuola centrale lascia inoltre a disposizione un ampio spazio verde arredabile. Forse il gruppo “Grottammare Futura” voleva che i pullman delle squadre ospitate nel nostro stadio impazzissero per fare manovra all’interno di una rotatoria troppo piccola? Un diametro dell’isola centrale di 16 metri – ai quali va tolto un metro di bordatura – insomma è una misura appena sufficiente per consentire anche ai mezzi più grandi un transito fluido, senza manovre, all’interno della rotatoria.

Resta il fatto che Grottammare Futura non ha ancora capito la differenza tra la politica e la tecnica: alcune scelte devono essere compiute da chi ha le competenze per farlo ovvero i progettisti che di mestiere si occupano delle opere. Tecnico non a caso è stato anche il suggerimento di posizionare un guard rail di legno per aumentare la sicurezza dei pedoni. L’opposizione dimostri ogni tanto un po’ di umiltà.

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