GROTTAMMARE – Sono gli ospiti a dominare nella prima serata della trentunesima edizione di Cabaret Amoremio. Marta & Gianluca e la Rimbamband raccolgono applausi e strappano risate all’interno di un appuntamento che vede emergere pochi dei sette concorrenti in gara.

Il duo, già visto a Zelig e all’ultimo Festival di Sanremo, ripropone l’esilarante sketch dello speed-date, tra battute fulminanti e diversi tentativi d’approccio tra i due sessi. Il gruppo pugliese, formato da Raffaello Tullo, Francesco Pagliarulo, Vittorio Bruno, Nicolò Pantaleo e Renato Ciardo (figlio del celebre Gianni), regala invece mezz’ora di musica, infarcita di gag tanto bizzarre quanto originali.

Nel mezzo la gara, durata complessivamente cinquanta minuti. Sette a testa, anche se qualcuno sfora e viene di conseguenza segnalato alla giuria. I migliori sono Massimo Valz Brenta, nei panni di un venditore immobiliare, e i Bella Domanda, che mostrano intesa e tempi comici convincenti.

In coda entra in scena Renato Pozzetto, a cui viene consegnata la prima delle due Arance d’Oro “per aver completamente ribaltato il concetto di comicità in voga fino agli anni Sessanta, inventando dai locali di porta Ludovica nel centro di Milano un umorismo surreale ancora oggi d’avanguardia, punto di riferimento per le nuove generazioni”.

L’attore scherza con Enzo Iacchetti e racconta i suoi esordi al fianco di Cochi Ponzoni. Tra un monologo e l’altro non mancano le canzoni che l’hanno portato al successo. L’esecuzione di “E, la vita, la vita” è in playback, così come “Finché c’è la salute”, il brano inedito scritto assieme a Iannacci. Il pubblico perdona, o forse non se ne accorge.

“La canzone con Enzo nacque per la casa discografica di Caterina Caselli – confessa Pozzetto – ci proposero di pensare a qualcosa per il Festival di Sanremo. Il progetto sembrava potesse andare in porto, eravamo quasi sicuri, ma poi il brano arrivò nelle mani di Pippo Baudo che ce lo bocciò”.

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