GROTTAMMARE – Sedici bambini provenienti dalle tendopoli Saharawi sono arrivati nei giorni scorsi a Grottammare per iniziare percorsi di salute individualizzati, nell’ambito del progetto di accoglienza e cure sanitarie che dal 1999 rinnova annualmente il Patto di amicizia tra il Popolo del deserto  e la Città.

Causa maltempo, la tradizionale festa di accoglienza (“Un thè in tenda”), in calendario per il 22 luglio, è stata rinviata a mercoledì 30. Come lo scorso anno, il gruppo è stato accolto nella sede scolastica di via Battisti. E’ composto da bambini affetti da varie e gravi patologie di natura psichica e fisica, seguiti e assistiti dall’associazione Rio De Oro, braccio operativo del progetto per conto del comune di Grottammare che, oltre ai propri volontari, si avvale di persone provenienti dai campi di volontariato internazionale (giovani provenienti da Francia, Spagna, Danimarca, Germania e Russia) e da una rete sanitaria di medici specialisti e di fisioterapisti Feldenkrais.

Il soggiorno dei piccoli terminerà alla fine di agosto, ma per qualcuno potrebbe protrarsi ancora nel tempo per qualcuno di loro, nel caso che le cure stabilite in questo periodo siano impossibili da praticare negli ospedali da campo esistenti nelle tendopoli del deserto del Sahara, dove il Popolo Saharawi vive da quasi 40 anni.

“Un progetto che ci è particolarmente caro – dichiara l’assessore al Dialogo tra i popoli, Daniele Mariani – Nell’attesa di incontrarli ufficialmente, a ‘Un thé in tenda’ mercoledì 30 luglio, colgo l’occasione per dare il nostro benvenuto ai bambini e ai tanti volontari che si occuperanno di loro in questo soggiorno grottammarese”.

Il comune di Grottammare, in virtù del Patto di amicizia che lo lega ai Saharawi, si impegna costantemente a favorire questi soggiorni sanitari, attraverso l’organizzazione di eventi e iniziative per raccogliere i fondi necessari a sostenerli, ma anche per tenere alta l’attenzione da parte dei media sulla causa politica di un Popolo che attende da decenni di rientrare nei territori di origine e dare seguito al referendum per l’autodeterminazione.

Un diritto affermato anche da una risoluzione dell’Onu, totalmente disattesa dal governo marocchino che ha occupato le terre saharawi dopo l’abbandono della Spagna delle colonie nordafricane e costretto i suoi abitanti a rifugiarsi nel deserto del Sahara algerino, dove vivono accampati dal 1975.

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