Basta a dirsi di sinistra.

La “sinistra” è parola magica, il regno dell’ultramarketing nella politica.

Stai massacrando i tuoi concittadini? Poverino, non vorrebbe, è di sinistra, figurati.

Esegui le politiche di Von Hayek e Milton Friedman? Eh, che ci vuoi fare, io sono sempre stato di sinistra, ma ora occorre fare sacrifici.

Tu ti presenti armato di una pletora di consulenti della finanza internazionale, speculatori, sadici e incuranti della sofferenza popolare, però dici “certo, io sono di sinistra, oggi la sinistra deve rinnovarsi”, e allora l’uditorio si calma, si tranquillizza, seda i mal di pancia che poi sfogano in dissenterie ben celate nel chiuso delle proprie personali sofferenze.

Ti dici di sinistra e se fai le politiche di destra hai le praterie infinite, nessuna opposizione, la bottoniera dei comandi sempre disponibile. Devi solo premere i tasti.

Dirsi “di sinistra” è propaganda, e la propaganda è sempre nemica della verità.

Non si può più usare la parola “di sinistra” per autoconsiderarsi buoni e meritevoli. Non vi è parola più stuprata.

Bisogna riscoprire Rimbaud e ridare ad ogni parola il suo significato: “Io sono una bestia, un negro. Ma posso essere salvato. Siete falsi negri, voi, voi maniaci, feroci, avari. Mercante, tu sei negro; magistrato, tu sei negro; generale, tu sei negro; imperatore, prurigine antica, tu sei negro“.

 

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