SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Piero Celani, presidente della Provincia (Forza Italia), Paolo Perazzoli, consigliere provinciale (Partito Democratico), Daniele Primavera, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, criticano con parole anche forti (“Autogol clamoroso data anche la sua matrice politica”, dice l’ex sindaco Paolo Perazzoli) il comportamento del sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari che evita di convocare,  a suo piacimento, il nostro giornale per le comunicazioni comunque di rilevanza istituzionale, primo fra tutti il 25 aprile, Festa della Liberazione, in cui Gaspari citava i morti partigiani sambenedettesi per la libertà, e contemporaneamente selezionava le testate sulla base di una discrezionale sensibilità riguardo quella libertà da lui elogiata.

Abbiamo purtroppo, invano, cercato di ottenere delle dichiarazioni da parte di Sabrina Gregori, segretaria comunale del Partito Democratico, che nuovamente, come avviene oramai da mesi – esattamente dal giorno della sua vittoria alle primarie – nega qualsiasi intervista a Riviera Oggi così come qualsiasi presenza nelle trasmissioni televisive. Giovanissima, Sabrina purtroppo adopera metodi non in linea con la sua età.

L’assessore alla Cultura Margherita Sorge ci ha promesso un incontro per una intervista nei prossimi giorni.

Per il resto nessuno, a partire dal segretario provinciale Antimo Di Francesco e al deputato Luciano Agostini, men che meno esponenti di giunta o di consiglio, hanno espresso approvazione per quanto Gaspari sta facendo. Non hanno neppure espresso disapprovazione. Ne deduciamo che la loro ventennale opposizione al berlusconismo e ai famosi “conflitti di interesse” sia stata soltanto un’operazione politica di facciata. D’altronde sono nuovamente al governo – stavolta senza Berlusconi – e la legge sul conflitto di interesse, così frequentemente sbandierata durante tutte le campagne elettorali, non è oggi richiesta neppure dal più periferico dei militanti.

Perdonatemi la digressione, ma chi scrive ha partecipato ai movimenti dei cosiddetti “girotondini” e spesso è stato affiancato anche da persone che oggi non alzano neppure un filo di voce per affermare anche nella nostra città quei diritti che strumentalmente, per coprire il vuoto della politica, erano la bandiera programmatica da riporre nel cassetto il giorno stesso della presa del potere.

Dispiace anche che da parte dell’opposizione in seno al consiglio comunale sambenedettese non siano pervenute spontanee dichiarazioni di solidarietà per un precedente che potrà essere usato anche dai prossimi sindaci per premiare-punire la stampa a seconda delle sue posizioni. Si spera che, sotto sotto, non siano tutti soddisfatti di quanto sta avvenendo.

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