SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Crisi, anzi no. Pace fatta tra Socialisti e Partito Democratico, dopo che il segretario locale del Garofano, Umberto Pasquali, aveva per settimane minacciato la crisi di maggioranza in mancanza di un chiarimento a livello politico e programmatico con la parigrado Sabrina Gregori.

Le rassicurazioni evidentemente sono arrivate nel corso del lungo summit svoltosi nella sede democratica di Via Balilla venerdì sera. Pasquali nega tensioni, relega il confronto nell’ordinaria amministrazione: “Non c’era nessuna minaccia di sfiducia”. Ah no?

Poche parole, le uniche. Pd e Socialisti si cuciono la bocca per lasciar spazio ad un futuro comunicato – rigorosamente congiunto (e guai a sgarrare) – che sarà probabilmente affiancato da una conferenza stampa.

In pochi hanno creduto ad una effettiva ipotesi di strappo. Anche perché la sfiducia all’amministrazione Gaspari avrebbe rischiato di isolare lo stesso Pasquali, a fronte del consigliere comunale Laversa e dell’assessore Sestri decisi a proseguire l’esperienza nel centrosinistra.

Il Psi ha chiesto tuttavia un cambio di marcia. La convinzione è che le tensioni intestine al Pd, che proseguono da sedici mesi, abbiano paralizzato la giunta, distratta da continue rese dei conti che hanno raggiunto il loro apice in occasione delle primarie di novembre e dicembre.

Tutto cambi affinché nulla cambi. Fino alla prossima crisi.

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