SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nelle prossime settimane verranno ufficializzate le azioni complessive adottate sull’Area Vasta 5. Lo ha annunciato il direttore Giovanni Stroppa, presente martedì mattina all’incontro del Comitato Ristretto dei Sindaci. “Ci interessano tutte le problematiche del territorio – ha precisato – togliamoci dalla testa l’idea che esistano primari per Ascoli e primari per San Benedetto, bisogna fare un ragionamento unico”.

I bisogni primari per il Madonna del Soccorso sono stati comunque individuati in tre patologie: ictus, cardiologia e fratture del femore. “Siamo ad un momento importante – ha ribadito il sindaco Gaspari – abbiamo fatto il punto sullo stato d’attuazione del piano industriale. E’ stato fatto un lavoro propedeutico che oggi ci dà la possibilità di inquadrare i due nosocomi in un’organizzazione sempre più di area vasta e di medicina strutturata per intensità di cura”.

E se il primo cittadino ha sottolineato la necessità di rendere identiche le prestazioni ed il costo tra le due strutture, Stroppa ha fatto riferimento alle cifre che testimoniano la riduzione del personale assunto con contratti a tempo determinato. “Il primo gennaio 2012 erano 250, la proiezione per fine 2013 parla di appena 50. A volte abbiamo comunicato male il nostro operato, tuttavia a noi interessa che il progetto sia funzionale per chi usufruisce del servizio”.

Il Madonna del Soccorso garantisce prestazioni sanitarie specialmente agli over 65 mantenendo un andamento costante su tutti i dodici mesi, compreso il periodo estivo. L’idea è di proporre un piano che filtri l’accesso al Pronto Soccorso, deviando i codici bianchi verso i medici di base.

Alla riunione, durata oltre due ore, hanno preso parte anche il sindaco di Carassai Tiziana Pallottini, quello di Ripatransone Remo Bruni e quello di Comunanza Domenico Annibali, oltre ai direttori sanitari Diana Sansone di Ascoli e Remo Appignanesi di San Benedetto.

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