Acquisto società. Sono amareggiato per come è stata trattata l’associazione di tifosi (Tps) da me presieduta ma il mio amore per la Samb è troppo forte per cui la testata sambenedettese che dirigo favorirà, con i suoi servizi e incitamenti, l’immissione di fondi pro Samb sia verso la neonata NoiSamb che verso Tps, nata tre anni fa. Entrambe hanno finalità simili che però potrebbero prendere strade differenti  nel momento dell’immissione del denaro raccolto sulle casse della Sambenedettese Calcio. Strade che decideranno le rispettive assemblee.

La Tps resterà e potrà essere rilanciata, se gli associati vorranno, perché mi sembra giusto non tradire la fiducia di chi negli ultimi tre anni ha dimostrato amore vero e disinteressato verso i colori rossoblu. Come quello di chi ieri ha presentato la nuova iniziativa presso il caffè Soriano. Un amore comune che mi auguro sia in grado di far fare alla Samb il passaggio decisivo verso un futuro migliore che tutti i tifosi rossoblu si augurano.

Tra NoiSamb e Tps vedo però una differenza sostanziale che potrebbe essere sfruttata nel modo giusto per raggiungere prima l’obiettivo.

Nel caso che la trattativa di vendita della Samb si stia per chiudere in modo sbagliato, le due associazioni potrebbero incontrarsi e valutare cosa fare e mettere a frutto una loro diversità. Questa: NoiSamb è partita per decisione di fondatori che hanno nelle corde la possibilità economica molto simile ai dirigenti dei circa 35 campionati di Samb, dalla prima cadetteria fino al 1990 ma anche di quella (e di più?) di acquirenti esterni che non sono né Moratti, né Berlusconi, né Agnelli, né Squinzi eccetera. La caratteristica dei vari nomi che hanno fatto il giro di molti giornali nei giorni scorsi è quella di persone che ritengono di saper fare calcio ma di volerlo fare senza immettere cifre in grado di abbattere o dimezzare il debito attuale della società rossoblu.

Il loro investimento liquido sarà zero o 50 mila euro al massimo ma si accolleranno i debiti e le relative problematiche costituite da stadio e fidejussione per iscriversi al prossimo torneo di Seconda Divisione.  Una volta acquisita la società, cercherebbero concordati con giocatori ed altri creditori, promettendo il saldo dei pagamenti nel giro di 40-50 giorni dopo un iniziale acconto. Nel mezzo la campagna abbonamenti che, se fatta dopo acquisti interessanti che, almeno per i primi 4-5 mesi, costa poco per via di prestiti mirati e giovani promesse che verrebbero coperti  o quasi con gli introiti televisivi e premi per il settore giovanile. Per la questione stadio il sindaco si è già impegnato con gli “stranieri”, figuriamoci se non lo farebbe con nuovi dirigenti sambenedettesi. La fidejussione è un impegno che una banca sambenedettese potrebbe garantire su fiducia e per la quale l’azionariato dei tifosi potrebbe concretizzarsi almeno in parte, se finalizzato ad una cifra precisa. Fidejussione che, correggetemi se sbaglio, verrebbe restituita dalla Figc al netto di multe e quota di iscrizione.

Vengo al punto: Roncarolo e soci potrebbero con l’aiuto dell’attuale raccolta, e con un loro personale impegno di 5 mila euro, chiedere il 50% delle quote a Pignotti e Bartolomei, o a chi per loro, facendo le stesse proposte che fanno solitamente imprenditori ottimisti che hanno cercato la Samb con il vantaggio di poter lasciare San Benedetto (scappare) nel caso le cose si mettessero male. A Roncarolo & C. nessuno rimproverebbe nulla se partissero con gli stessi presupposti ma chiari e trasparenti e finisse male, diciamo con un fallimento.

Ci avrebbero provato e, alla fine, persa la cifra che, con l’azionariato, perderebbero in ogni caso ma senza la possibilità di averla gestita. Credo anche che, se questo mio concetto venisse condiviso, almeno altri dieci imprenditori di fronte ad un progetto così chiaro entrerebbero in società con una cifra di cinquemila euro (la stessa che avrebbero già versato i dieci soci più “falcoltosi” di NoiSamb).

Dopo di che, se gli associati sono d’accordo, Tps resterebbe accanto alla società per la raccolta di somme più piccole da versare con l’impegno che uno di loro, entri in società per ogni 10 mila euro raccolti che sarebbero monitorati on line. Ogni 10 mila euro per un massimo di tre associati Tps a salvaguardia del denaro raccolto che, con la “cordata NoiSamb” in società, farebbe, secondo me, senza ombra di dubbi.

Insomma si formerebbe un gruppo di 20-23 persone (come ai bei tempi) che partirebbero con i loro 100 mila euro e i soldi raccolti con l’azionariato attuale, insomma una somma che, chi vuole acquistare la Samb per avere la maggioranza, non ha. Pensarci è un obbligo per chi vuole bene alla Samb.

Se non mi sono spiegato bene sono disposto a farlo a voce davanti a chi vuole. Chi ha idee con prospettive migliori è pregato di farsi avanti.

Il tutto a nome del sottoscritto in qualità di direttore di Riviera Oggi e non di presidente Tps.

 

 

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