SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Andrea Assenti è stato ad un passo dall’abbandonare la guida del coordinamento provinciale del Popolo della Libertà. La minaccia di dimissioni è maturata nella mattinata di lunedì, contemporaneamente a quelle avanzate dal segretario regionale Remigio Ceroni, entrato in rotta di collisione con Silvio Berlusconi per l’iniziale assenza in posizione eleggibile di esponenti marchigiani.

Ceroni contestava quindi al Cavaliere l’esclusione dai primi sei posti in Parlamento – tre alla Camera e tre al Senato – di politici del territorio. L’unico che compariva era Francesco Casoli, mentre il coordinatore regionale risultava fuori dall’elenco. “Lascio la politica – aveva minacciato – non accetto che le Marche vengano massacrate in questo modo. La nostra dignità non ha prezzo”.

Poi il clamoroso dietrofront, in seguito ad una riunione chiarificatrice nella Capitale. “Sarebbe stato inaccettabile un esito diverso – dichiara Assenti – l’idea di nomi romani trapiantati nella nostra regione era improponibile. Ceroni è un onorevole uscente, oltre che coordinatore regionale, una bocciatura non era obiettivamente concepibile”.

Il Pdl ridisegna pertanto la propria squadra. Al Senato, dove Berlusconi è capolista, Ceroni svetta al secondo posto, davanti allo stesso Casoli. Per quel che concerne invece la Camera, la prima posizione è occupata da Simone Baldelli, seguito da Ignazio Abbrignani, Salvatore Piscitelli e Francesco Massi. Anche Assenti è candidato, ma in bassa classifica. Scenario questo che gli impedisce ogni sogno di gloria.

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