Per guardare il video cliccare in basso a destra. Intervista di Massimo Falcioni. Riprese e montaggio di Maria Jose Fernandez Moreno.
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un colpo al cerchio, uno alla botte. Sulla polemica messa in piedi da dieci parroci del Piceno, critici sull’opportunità di tenere aperti gli esercizi commerciali nel giorno di Ognissanti, il Popolo della Libertà attua una posizione di mezzo. “Portiamo rispetto per la loro opinione – afferma Pasqualino Piunti – in una società dove si insegue il superfluo, non fa male ritrovare un po’ di spiritualità. Tuttavia, la crisi economica è attualissima e il lavoro assume una rilevanza importantissima”.
D’altronde, per il partito berlusconiano bocciare le liberalizzazioni delle aperture dei negozi avrebbe significato smentire su tutta la linea l’ex Ministro al Turismo, Michela Vittoria Brambilla, promotrice della legge in questione. “Non guardiamo alle bandiere”, aggiungono dal Pdl, ricordando che pure il segretario nazionale del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, è stato negli anni un profondo sostenitore del fenomeno.
La Chiesa, nel suo monito, metteva al centro la trascuratezza del nucleo familiare: “Già in crisi per svariati motivi, sottoposto alle tensioni inevitabili dei turni festivi, rischia di diventare un luogo disabitato e non più il centro della vita affettiva ed educativa. Come è pensabile che una madre, impegnata anche nel giorno domenicale, possa dedicare il suo tempo ai figli, ascoltare le loro gioie e sostenere i loro primi fallimenti? Come può un padre, impegnato anche lui, trovare il tempo per dialogare con la propria moglie ed educare in maniera forte e saggia i propri figli? Per noi il lavoro ha sempre una valenza educativa. Dubitiamo che possa continuare ad esserlo con gli attuali ritmi snervanti”.
“Serve il giusto equilibrio, ognuno si gestisca come crede”, conclude Piunti. “Mantenere aperta un’attività può essere fondamentale per una famiglia. Rimandiamo la questione alla sensibilità delle singole persone e dei datori di lavoro”.

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il tempo per dialogare con i propri figli si trova se si vuole..senza contare che il dialogo viene soppiantato dall’esempio…è di quando devi riempire i piatti all’ora di pranzo e all’ora di cena perchè i figli hanno fame che dovrebbero preoccuparsi i preti…fare un figlio è questione di un attimo….è farlo crescere nella dignità e nelle giuste opportunità che si gioca la partita…..certe volte mi sembra che la chiesa, intesa come parrocchie e preti siano un pò come i politici, non vogliono vedere la realtà
Ma mai una volta che prenda posizione. Da’ ragione ai parrocci ma anche ai commercianti…………. Diciamolo: il problema e’ il lavoro che non c’e’. Le tante famiglie che rimangono a casa tutti i giorni non quelle che lavorano tutti i giorni sono il problema. Siccome molti dipendenti sono impegnati durante la settimana e’ normale che abbiano voglia di girare per negozi la domenica. Magari e’ inutile tenere aperte certe attivita’ il lunedi’ o il martedi’. Il mondo cambia, da gennaio non avremo piu’ il consiglio provinciale. Dobbiamo guardare al futuro preoccupandoci della dignita’ e della moralita’ delle persone, non dei… Leggi il resto »
Mia nonna diceva che a “tempo di guerra” e subito dopo la guerra i negozi e i commercianti erano sempre aperti perchè c’era la FAME e che gradualmente si è tornati alla normalità. Ora la ruota è tornata a girare e anche se non siamo in guerra poco ci manca, visto che la fame ce l’hanno in molti e in molti non riescono a mangiare e sfamare i propri figli. Fossi nei parroci mi preoccuperei soprattutto a chi vengono destinati i pacchi per i bisognosi, visto che ad attingerci spesso non sono i malestanti ,ma i benestanti, facoltosi, famiglie note… Leggi il resto »