TERAMO – Procedura di licenziamento avviata dalla Regione Abruzzo nei confronti del direttore generale della Asl di Teramo Giustino Varrassi. La decisione della giunta regionale arriva dopo l’analisi della relazione dei due anni di gestione della sanità teramana da parte del dirigente aquilano, coinvolto in diverse vicende giudiziarie. Varrassi ora ha a disposizione 10 giorni di tempo per dimettersi o fare le proprie controdeduzioni , mentre la Regione ha ulteriori 30 giorni per esprimersi in maniera definitiva. Il dirigente, che potrebbe avviare un ricorso nei confronti dell’ente, era stato riconfermato nel suo incarico dalla stessa giunta regionale lo scorso agosto: condizione che, alla luce della odierna rescissione del contratto, sta alimentando numerose reazioni politiche.

“Prendiamo atto – hanno affermato i consiglieri regionali del Pd Ruffini e De Luca – della decisione della giunta regionale  che, seppur in ritardo, ha iniziato la procedura di revoca del manager della Asl di Teramo Varrassi. Da tempo segnaliamo la necessità di revocare l’incarico al Direttore Generale della Asl di Teramo che arriva tardivamente e con la possibilità concreta che si apra un contenzioso tra le parti. Lo ripetiamo, se la giunta avesse deciso nel 29 agosto scorso di non riconfermare Varrassi, oggi non si troverebbe nell’imbarazzante situazione di dover subire anche un ricorso dello stesso. Con un po’ di soddisfazione rivendichiamo la battaglia svolta dal Pd, ed oggi è chiaro a tutti i teramani che la nostra campagna non era strumentale ma era assolutamente circostanziata nei fatti. Le condizioni che oggi hanno condotto la giunta regionale ad iniziare la procedura di revoca di Varrassi erano infatti le stesse del 29 agosto scorso, quando lo stesso fu riconfermato. Ma allora si decise di non acquisire gli atti della Procura, il perché è ancora un mistero che Chiodi e company non hanno spiegato ai cittadini teramani. Ora auspichiamo che si proceda celermente alla scelta del nuovo manager e questa volta pretendiamo che sia una persona autorevole, neutrale e soprattutto apartitica”.

“Varrassi non va più bene – è il commento del consigliere regionale di Fli Berardo Rabbuffo – , questa è la posizione che ha assunto la Giunta regionale durante una riunione tenutasi lunedì. Varrassi è ormai logoro, su di lui pesano come macigni alcuni avvisi di garanzia. Da tempo siamo abituati a repentini e continui cambi di opinione, ma questo li supera tutti. Fino a pochi giorni fa Varrassi era difeso da tutto il Pdl teramano, era considerato bravo ed efficiente, anche perché era il manager delle formidabili promozioni dei medici iscritti al Pdl come lo stesso sindaco Brucchi. Era anche il manager della promozione di un assessore Pdlal Comune di Teramo, costretto a dimettersi per una scomoda vicenda giudiziaria legata proprio alla Asl di Teramo. Il precedente è importante perché forse è l’unico caso in cui un dipendente accusato di peculato viene promosso dalla stessa azienda pubblica danneggiata. Adesso però la situazione è imbarazzante. Un reparto chiuso, quello di un altro consigliere comunale di Teramo ed un nuovo avviso di garanzia. Questo è troppo, bisogna scaricare Varassi e far ricadere tutte le colpe su di lui. E’ un copione già scritto e recitato altre volte. Così i politici pensano di uscirne puliti. Varrassi va lasciato solo! A questo punto è lecito chiedersi se veramente il manager della Asl di Teramo è l’unico responsabile. Mi chiedo, infatti, se Varrassi al momento della nomina conoscesse già tutti i personaggi che sono stati gratificati con le varie promozioni o se a lui furono segnalati proprio da chi lo aveva selezionato per quel posto? Mi domando se furono sue scelte indipendenti o se lui ha semplicemente reso possibile e ratificato i piani tessuti fuori dall’Azienda sanitaria teramana”. Rabbuffo chiede a Varrassi di chiarire i dubbi e di indicare “se esistono e quali sono i responsabili di queste tristi vicende all’interno della Asl teramana”.

 

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