SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Ero stato invitato a Porta a Porta, ma qui mi sento più a casa mia”. Verità o bugia (giovedì sera Vespa proponeva una puntata dedicata ad Enzo Tortora), poco importa. Fatto sta che Antonio Di Pietro sa come coccolare i suoi sostenitori. In un Auditorium Tebaldini stracolmo, il leader dell’Italia dei Valori torna a strizzare l’occhio al Partito Democratico e allo stesso tempo affossa definitivamente il Movimento Cinque Stelle. “I grillini con noi non c’entrano niente. Fanno leva sulle persone esasperate, ma non propongono nulla. Troppo facile affidarsi al voto di protesta. Dopo però che si fa? Per governare servono competenza e professionalità”. Ecco allora che tornano in gioco i democratici, nonostante le frizioni degli ultimi tempi: “Mi alleo con chi ha un progetto di sviluppo e solidarietà. Il Pd ce l’ha con noi perché non abbiamo sostenuto Monti, però per il resto le volontà sono simili”.

Gaspari fa gli onori di casa e se ne va quasi immediatamente. Così come i centristi Amedeo Ciccanti e Marco Calvaresi. In loro assenza, l’ex magistrato si rivolge proprio all’Udc aprendo la porta solo a metà in ottica elettorale: “Gli accordi con loro dipendono dalla qualità delle persone. In Sicilia non ci saremmo mai potuti alleare con Cuffaro o con Lombardo. In altre zone si può al contrario dialogare”.

Il presidente dell’Idv è un istrione, in sala scattano risate a più riprese per il rodato stile dipietrese . Gli applausi partono automatici alla prima evocazione di Berlusconi, tuttavia si ripetono anche quando nel mirino finisce Monti: “Gli rimprovero la politica, priva di scelte di campo. Ha compiuto tagli lineari, anziché selettivi”.

Divagazioni politiche – senza contraddittorio  – che Di Pietro si concede solo alla conclusione della presentazione di “Un progetto del Porto” ad opera di Giuseppe Fiscaletti, presidente del Consorzio Nuovo Porto.

Al centro dell’intervento la realizzazione di un nuovo molo riservato alla cantieristica che andrebbe ad occupare quello attualmente riservato alle vongolare. A quest’ultime verrebbe destinato un altro molo da costruire sul prolungamento ed ampliamento del moletto che limita a nord lo scalo di alaggio. Costo indicativo dell’intervento 5,4 milioni di euro: “La cantieristica sambenedettese e il Consorzio Nuovo Porto sono disponibili a partecipare all’investimento – annuncia Fiscaletti – con la richiesta di una concessione demaniale specifica pluridecennale, degli spazi e specchi d’acqua riservati. Dal 2010 ad oggi il fatturato della cantieristica è passato da 10 milioni a 6. I benefici diretti ammonterebbero a 1,7 milioni di fatturato ampio, mentre con l’indotto i numeri raddoppierebbero”.

Parallelamente emerge inoltre il problema dei lavori di escavo, che ammonterebbero a 3,8 milioni. “Non c’è giorno in cui un’imbarcazione non tocchi il fondo. I disagi riguardano la pesca, la cantieristica e il diporto, dato che nelle manifestazioni di vela, le barche non possono entrare nel porto. Ormai, gli armatori non hanno paura del mare in tempesta, bensì del rientro alla base”.

“SERVONO VASCHE DI COLMATA” Qualora si procedesse all’insabbiamento, un’altra emergenza prenderebbe il sopravvento: quella del deposito delle sabbie. “Non abbiamo vasche di colmata nelle quali mettere il materiale non inquinante ed allo stesso tempo non idoneo al ripascimento”, ammette l’assessore regionale ai  Porti, Paolo Eusebi. Senza dimenticare che si andrebbe a stuzzicare nuovamente la cittadinanza sambenedettese su una tematica che negli anni passati toccò un’altissima gradazione di tensione.

DI PIETRO: “PARLATENE CON I CITTADINI” Di Pietro fiuta il pericolo e avverte: “La soluzione sembra a portata di mano, manca la quadratura del cerchio. Ma la città è al corrente del progetto? Mi auguro di sì, la popolazione va coinvolta, mi raccomando. Qui basterebbe un minimo ricorso per bloccare tutto”. Il Ministro delle Infrastrutture all’epoca dell’esecutivo Prodi non ne fa una questione di soldi. Gli euro, volendo, si trovano: “A Finale Emilia con i 2 milioni di euro di rimborsi elettorali concessi all’Idv puntiamo a ricostruire una scuola. Non abbiamo pubblicizzato il gesto, abbiamo semplicemente agito. In silenzio”.

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