CORROPOLI – Quattro ore di confronto. Tanto è durata l’esposizione del progetto della centrale a biomasse di Colonnella organizzata dalla Sagitta Immobiliare al Baffo Rosso di Corropoli. All’incontro hanno partecipato numerosi cittadini ed esponenti della politica e delle Istituzioni, tra cui il senatore del Pdl Paolo Tancredi e il consigliere regionale Pdl Emiliano Di Matteo, il segretario provinciale del Pd Robert Verrocchio, i sindaci dei Comuni di Colonnella, Leandro Pollastrelli, di Controguerra, Mauro Scarpantonio, di Martinsicuro, Paolo Camaioni, e molti amministratori dei Comuni della Val Vibrata.

“Ringraziamo i cittadini e gli esponenti politici che hanno preso parte ad un’iniziativa fortemente voluta dalla Sagitta Immobiliare per dare una corretta informazione sul progetto avviato. Abbiamo organizzato solo ora un incontro – dichiara Francesco Capanna, presidente del Consiglio di Amministrazione della Sagitta Immobiliare – ma non potevamo in alcun modo immaginare che, per motivi a noi sconosciuti, si arrivasse a travisare la realtà dei fatti fino a questo punto. Ci sono state rilasciate delle autorizzazioni uniche a seguito di un procedimento amministrativo disciplinato dalla normativa di settore che prevede, altresì, la conoscibilità di quanto approvato con precise norme a tutela dell’interesse pubblico. Pertanto, ribadiamo la piena trasparenza e rispondenza alle norme sia da parte dell’operato della ditta che degli organi preposti a rilasciare l’autorizzazione”.

“Nella società non ci sono mafiosi, né infiltrazioni mafiose – ha aggiunto -. L’impianto di Colonnella non è un inceneritore, non può tecnicamente bruciare rifiuti, altrimenti rischieremo di buttare all’aria investimenti di milioni di euro”. L’esordio di Capanna è tutto volto a rispondere alle polemiche sulla centrale da 6 megawatt alimentata a cippato di legna che dovrebbe sorgere in contrada Vallecupa.

Il progetto, illustrato sia dai soci che dai tecnici (vedi allegato) ha dato modo di avviare un dibattito con i presenti in sala, e sono stati chiariti una serie di aspetti.

“Non possiamo più accettare che gli impianti vengano assimilati ad un inceneritore, né che venga ancora in qualche modo insinuata la possibilità di un eventuale utilizzo di rifiuti per l’alimentazione degli stessi. È stato definitivamente chiarito che il contratto sottoscritto con il Consorzio dell’Appennino Centrale consente alla Sagitta Immobiliare di avere a disposizione un approvvigionamento di cippato di legna vergine tale da garantire il corretto funzionamento degli impianti, ad un prezzo adeguato ad assicurare una corretta selvicoltura e, soprattutto, senza pregiudicare in alcun modo il patrimonio boschivo delle nostre colline e montagne. Ribadisco ‘nostre’ – sottolinea Francesco Capanna – perché siamo imprenditori e professionisti che viviamo sul territorio con le nostre famiglie ed i nostri figli e, come tali, dovremmo essere i primi ad avere dei timori qualora ci fossero dei rischi per la salute visto che, come giustamente sottolineato dai comitati, l’inquinamento non ha confini”.

Il contratto sottoscritto con il Consorzio prevede una fornitura annua di 36mila tonnellate di legna (6mila per ogni impianto) e ha una durata di 15 anni.

La centrale è di tipo cogenerativo, ossia produce non solo energia elettrica ma anche calore, che sarà utilizzato per il sistema di refrigerazione di un impianto frigorifero (vedi allegato) allestito nello stesso capannone dell’ex Italiana Manifatture.

I tecnici hanno anche spiegato che nella centrale a biomasse di Colonnella la legna non viene bruciata attraverso la classica combustione (ossia in presenza di ossigeno) bensì con i procedimenti di pirolisi e  gassificazione, attraverso cui, nella quasi totale assenza di ossigeno, si forma il syngas, una miscela di gas utilizzata come combustibile per alimentare i motori.

Dalla pirogassificazione si ottiene come sottoprodotto carboni vegetali impiegati nella produzione di carboni attivi utilizzati nei sistemi di purificazione, e vengono prodotte ceneri che necessitano di apposito smaltimento.

La società ha anche risposto ai timori dei cittadini sulla possibilità di bruciare rifiuti anziché legna nella centrale: “Non è assolutamente possibile, poiché oltre ad andare contro la legge e rischiare l’arresto, è anche sconveniente. Le biomasse hanno un potere calorifero di portata notevolmente inferiore rispetto ai rifiuti tanto che, qualora si volessero bruciare questi ultimi, l’impianto sarebbe gravemente danneggiato”.

Il tipo di tecnologia utilizzato nel progetto è lo stesso di altre due centrali in Italia: quella di Correggio (provincia di Reggio Emilia) e quella di Cremona. Impianti che l’esponente del WWF ha suggerito di visitare con una delegazione di cittadini, tecnici e associazioni ambientaliste per valutarne tutti gli aspetti.

All’incontro ha partecipato anche il professor Livio De Santoli, ordinario di Fisica e Tecnica Ambientale presso l’Università “La Sapienza” di Roma che ha ribadito il diritto dei cittadini a controllare e monitorare costantemente le varie attività che si svolgono all’interno dell’impianto. La società, su questo aspetto, si è detta disposta a valutare una forma di azionariato popolare, dando in gestione una delle sei centrali ai cittadini.

Nel corso della serata è intervenuto anche il sindaco di Colonnella Leandro Pollastrelli, che ha ribadito il ricorso al Tar intrapreso dall’amministrazione contro l’autorizzazione rilasciata della Regione “poiché questa è la volontà dei cittadini che rappresento”.

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