SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Scroscianti ed ininterrotte, come la pioggia caduta. Sono le polemiche del dopo, quelle di cittadini imbufaliti che, ai tempi di internet, usano la rete come valvola di sfogo. Rabbia mescolata ad esasperazione. Perchè non è la prima volta, perchè ormai è diventata una costante. E soprattutto perchè, a dieci giorni dalla neve, pure questa non ci voleva.

Ma se su Facebook va in scena la guerra delle parole e delle recriminazioni, il sindaco Gaspari sulla propria bacheca descrive un universo parallelo: “La differenza tra il mondo virtuale e quello reale. A leggere alcuni commenti sembrerebbe sempre tutto buio, negativo, poi trascorri quattro ore in via Volta tra gli alluvionati e ricevi solo dei grazie e attestati di stima, oltre che comprensione per la straordinarietà dell’evento. Cosa dire: per fortuna esistono le persone vere, altrimenti il mondo andrebbe a rotoli”. Esternazioni probabilmente inappropriate, prontamente contestate da qualche amico: “Impari dalle critiche – dice Stefano – Se qualcuno le fa vuol dire che qualcosa nn va. Per carità, è stato fatto un lavoro con i fiocchi, ma prevenire è meglio che curare”. Anche la replica della pagina San Benedetto del Tronto, stavolta tutta ironica, non si lascia attendere: “Anche in centro vorrebbero ringraziare tutti l’amministrazione”.

L’ex consigliere comunale Daniele Primavera chiama invece in causa Massimiliano Fazzini. Il 16 dicembre scorso la giunta approvò il servizio proposto dal meteorologo “articolato in una fase iniziale di tipo statistico e in una successiva fase di tipo quantitativo – applicativo e di produzione di bollettini meteo di tipo probabilistico a 24 e 48 ore, rivalutati e rinnovati ogni 12 ore in caso di bassa attendibilità dei modelli, da trasmettere tempestivamente ai competenti uffici comunali, con la possibilità di pubblicarli in un apposita area del sito web del Comune”. Un progetto costato 5 mila euro. “In occasione del nevone – cosa che tutti sapevamo perchè ne parlava la Tv da tempo – l’amministrazione ha diffuso bollettini su bollettini prodotti in proprio, mentre comunque c’erano già allerte e previsioni chiarissime. Due settimane dopo, un acquazzone notturno ha bloccato ed allagato mezza città, senza neppure una cencia di allerta, e il consulente sostiene che non era prevedibile. Allora cosa la paghiamo a fare una consulenza? Per sentirci dire dopo che ci siamo allagati, di quanto ci siamo allagati, o per farci avere duplicati di bollettini che ci arrivano già? Qualcuno svegli l’opposizione consiliare”.

Mite, tuttavia ugualmente efficace il pensiero di Giorgio Fede, presidente del Quartiere Sant’Antonio: “Credo che l’unica cosa di cui abbiamo bisogno siano le nuove fogne, adeguate alle esigenze e alle tecnologie attuali”. Gli risponde subito lo stesso Primavera: “Pulirle sarebbe già un inizio”. Se ad oggi le condizioni sono ancora quelle documentate dal nostro giornale lo scorso luglio, non ha tutti i torti.

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