CUPRA MARITTIMA – Per chi non lo sa  le pinete della cittadina di Cupra sono sempre state luogo ludico e del divertimento per famiglie e bambini. Ecco le dichiarazioni spontanee di chi vuole che ciò non cambi.

“I lavori pubblici sono, dopo metà mandato, tutti fermi e senza valida motivazione; non abbiamo l’ambizione di chiedere l’elaborazione di nuovi – afferma Franco Veccia di Vivere Cupra – ma, sarebbe auspicabile che almeno i vecchi progetti, fossero già in grado di partire ed essere oggetto di discussione e confronto con i cittadini. L’unica iniziativa dell’amministrazione è di concedere l’occupazione di suolo pubblico a carattere permanente con ampliamento volumetrico del fabbricato ad uso chiosco, bar, ristorante nella pineta centrale di Cupra Marittima”.

Forti le polemiche del movimento cuprense, che chiede apertamente al primo cittadino e a tutta la sua amministrazione di non approvare il progetto che prevede un intervento di demolizione e ricostruzione con ampliamento volumetrico e di superficie utile lorda del fabbricato nella frequentata Pineta centrale.

“Nella delibera si parla di un manufatto esistente da demolire di 88,40 metri quadrati, e la ricostruzione di una struttura in c.a. di 212 metri quadrati – questi sono i dati inviatici dal movimento cuprense- in realtà, il manufatto prefabbricato è di soli 45 metri quadrati (88,40 è l’area in occupazione permanente a scadenza)”.
Il movimento dunque ritiene che questa realizzazione determinerà un notevole impatto negativo per l’area verde cittadina, ricordando inoltre che è l’unica attrezzata e all’interno del centro abitato dove, si incontrano un’alta percentuale di bambini, ragazzi e anziani.

Altra richiesta del movimento è di valorizzare il luogo con l’inserimento di nuovi giochi per bambini e attuando una messa in sicurezza con una recensione perimetrale. “Rifiutano inoltre la sola manutenzione dei giochi esistenti ed eventuale sostituzione di quelli previsti dal progetto, e chiedono ancora un nuovo parco giochi”.

Si rileva inoltre, sempre dalla lettera inviataci che: l’occupazione di suolo pubblico per la realizzazione del manufatto era per una durata totale di nove anni. Successivamente con delibera numero 119 del 2010, l’estensione della durata della concessione è passata da nove a trenta. “Quello che colpisce è che nonostante la notevole variazione di anni, le opere d’interesse pubblico da realizzare a carico del concessionario siano le stesse rispetto alla prima approvazione”.

Lo sfogo del movimento a firma di Franco Veccia prosegue, affermando: “Aspettiamo ancora inoltre risposte adeguate alle esigenze delle persone anziane, disabili, attività per bambini, ragazzi, giovani e famiglie (assistenza domiciliare, ludoteca, centri aggregativi) come ci è stato prospettato dal programma di questa amministrazione e denunciamo il fatto che ad alcune persone sole e indigenti gli è stata tolta la possibilità di un pasto caldo giornaliero. Chiediamo inoltre, nello specifico agli assessori, di smettere, una volta per tutte, di fare propaganda politica e occuparsi soltanto del loro piccolo orticello”.

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