A proposito del mio DisAppunto (http://www.rivieraoggi.it/2012/02/06/137108/il-piceno-e-sparito-dallitalia-per-un-giornalista-anconetano-le-marche-finiscono-a-civitanova/#comments), l’ultimo commento porta la firma di Pier Paolo Flammini ed è scandaloso oltre a confermare la sparizione del Piceno dalla nazione Italia, eccolo: “Beh oggi il Tg3 Marche ha fatto riferimento più volte a Ripatransone in Provincia di Fermo. Come dire che al Tg1 danno Ancona in Umbria…” cosa aggiungere se non iniziare a  piangere.
Ho citato quel DisAppunto perché conteneva una mia replica nella quale scrivevo: “Colgo l’occasione per un distinguo: durante la cerimonia del Premio “Novemi Traini”, la mia collega Rossella Luciani ha fatto un’affermazione non dico falsa ma sbagliata sì. Ha detto che Oliver Panichi ha lasciato Riviera Oggi per problemi legati alla sicurezza del lavoro. A parte che oggi non vedo in giro posti di lavoro sicuri, nemmeno in aziende di mecenati, Oliver ha lasciato per un motivo molto più nobile: per amore. Fino a prova contraria“.
Dopo qualche tempo è arrivata la prova ma non contraria come non avevo motivo di dubitare, eccola. Oliver Panichi, nostro ex collaboratore, questo ha scritto a Riviera Oggi:
“Carissimo Direttore, la seguo e vi seguo con piacere, immutata stima e duraturo affetto. Vengo al dunque, che credo sia più interessante per i lettori:
A settembre lasciai RivieraOggi come si può lasciare un luogo di lavoro, e di relazione, e di affetti, nel quale si sono passati quasi sei anni di profonda crescita personale e professionale. La lasciai per gusto della sfida e per il desiderio di applicarmi a un progetto diverso. La lasciai non senza dispiacere, ma soprattutto senza rancore e senza recriminazioni di sorta. Questo vale anche per l’adorata Francesca. Dei bei sentimenti la nobiltà preserviamo, ma causalità inesatte loro non attribuiamo.
Questo lo sanno in molti, ne era e ne è consapevole anche la giornalista Rossella Luciani, brava collega e predisposta al garbo come pochi. La quale, sinceramente, ricevendo il proprio meritato riconoscimento nell’ambito del recente premio “Novemi Traini”, all’uditorio e alla stampa ha offerto una di me citazione molto lusinghiera che, per carattere personale non avvezzo all’autoincensamento, mi asterrò dal citare. Ma che molta soddisfazione mi ha arrecato.
La Luciani non voleva insinuare motivi di vil moneta o di strane negatività circa la separazione fra me e queste pagine così care e ben fatte.
Ma l’ottimo rapporto fra me e RivieraOggi, condito da crescita, gioia, ardore, soddisfazione in tutti i sensi, spero reciproca, non implica (ahimè) che il mondo del giornalismo italiano se la passi bene, quanto a tassi di soddisfazione media da parte di chi lo pratica come lavoratore e di chi lo pratica come lettore. No, purtroppo no, ed è sotto gli occhi di tutti. In una cosa sola correggo la Luciani. Non di soli giovani si tratta. Ad essere sottopagati, mal contrattualizzati e non gratificati sono, e ribadisco l’ahimè, giornalisti di tutta Italia, dal locale al regionale al nazionale persino, giovani e meno giovani. Si è giovani a quaranta anni? Si è perlomeno maturi, suvvia. Eppure raggiungere quell’età con il taccuino in mano e la tastiera sempre attiva non è garanzia di stipendio non dico ragguardevole ma perlomeno dignitoso.
Non lo è perchè il mondo dell’editoria è in crisi, i giornali vendono poco, il mercato pubblicitario tira sempre meno, gli editori puri latitano (ci sono eccezioni, e queste pagine ne sono conferma), pochi ipergarantiti professionisti tutelati da super contratti fatti ai tempi delle vacche grasse generano disequilibri nei bilanci e perciò una marea di non garantiti. E pre pensionamenti, e chiusure di redazioni locali.
La precarietà abbassa la qualità dell’informazione, e si vede. I vari Governi tagliano i fondi all’editoria, gettando bambini e acque sporche, facendo tremare testate storiche e meritevoli per il sacro pluralismo come il Manifesto ma facendo campare (e spesso lucrare) testate che in edicola non vanno. Il recente caso de l’Avanti lavitoliano ne è esempio.
Insomma, un gran bel pasticcio. Il fatto che RivieraOggi conduca la sua meritevole battaglia per una informazione libera, stringendo i denti i pugni e il carattere, non significa purtroppo che i tempi siano rosei, a livello generale, per i giornalisti.
Questa è l’interpretazione che dò delle parole di Rossella Luciani in quell’occasione. Attribuisco loro un senso generale, “di sistema”, e non un riferimento personalistico a me o a questa testata.
Scusi per la lunghezza, spesso parente della fumosità. Spero non sia stato questo il caso : buon lavoro e un abbraccio a tutti”
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Che dire? Avevo interpretato nel modo giusto le parole di Rossella Luciani, tanto è che nessun DisAppunto era balenato nella mia mente “tra l’altro la figlia del mio amico Mario “Peppò” mi è simpatica“. Nessun disappunto quindi, nonostante alcune insinuazioni da chi ha nella zizzania il suo modus vivendi; fino ad una replica ad un lettore nella quale ho ritenuto giusto fare una precisazione. Quindi la sollecitazione, sempre da parte di un lettore, ad un parere di Oliver Panichi sulla, chiamiamola così, vicenda. E’ arrivata e la zizzania è servita.
Siccome Oliver mi conosce bene, sa che le cose che non capisco voglio capirle subito a costo di passare per ignorante (nel senso di colui che ignora) vorrei capire il significato della frase “Dei bei sentimenti la nobiltà preserviamo, ma causalità inesatte loro non attribuiamo“. Grazie e un bacio a Francesca.
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