CUPRA MARITTIMA – Fortunatamente l’archeologia continua ad interessare i ragazzi e le ragazze di oggi. Ne è un esempio l’ultimo incontro organizzato dall’Archeoclub di Cupra, guidato da Vermiglio Ricci, tenutosi sabato 14 maggio presso la sala consiliare del Comune, quando la giovane Tiziana Capriotti, picena di nascita umbra di adozione essendosi formata nell’ateneo di Perugia, ha esposto i suoi studi relativi ai “Luoghi di culto nelle città portuali del medio-adriatico occidentale nell’antichità”.

La tesi è frutto del lavoro di ricerca effettuato nel dottorato in Scienze dell’Antichità conseguito dalla Capriotti presso l’Università degli Studi di Trieste nel 2009. Tiziana ha così illustrato prima le rotte di navigazione nell’Adriatico per passare poi alle principali testimonianze di carattere religioso nell’area esaminata. In quella che è attualmente la Regione Marche infatti secondo i reperti rinvenuti, venivano adorati il culto della Dea Cupra a Cupra Marittima, il culto di Afrodite ad Ancona, il culto di Fortuna tra Fano e Pesaro, il culto della Bona Dea a Pesaro, ed il culto di Apollo a Pesaro. Per quanto concerne Cupra Marittima in particolare, la studiosa ha analizzato la carta archeologica della città, l’area forense, il monumento funerario, il porto romano, le mura Mignini, il Ninfeo, la Pieve di San Basso, le iscrizioni di Adriano rinvenute nel territorio cuprense, la testa di Venere conservata a Ripatransone, il piede di donna che si trova sulla porta della chiesa di San Martino a Grottammare, ed è giunta alla conclusione che la Dea Cupra può essere considerata l’Afrodite umbro-picena.

Presenti all’interessante pomeriggio, oltre ad un folto pubblico, anche il professor Alberto Calderini, il professor Mariano Malavolta, l’assessore alla Cultura Luciano Bruni, l’assessore ai servizi sociali Anna Maria Cerolini ed il sindaco di Cossignano Roberto De Angelis. Ma il resoconto degli studi della Capriotti non è finito qui: Tiziana tornerà a Cupra il 28 giugno con approfondimenti riguardanti lo stesso argomento.

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