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intervista Pier Paolo Flammini, riprese e montaggio Maria Josè Fernandez Moreno

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sicuramente interessanti: perché o sono matti, o hanno visto giusto. Questo, lo dirà soltanto il tempo. Una conferenza stampa in solitaria a volte può essere una rottura di scatole, altre invece un lusso: e a pochi metri di distanza e in contemporanea la politica locale e italiana si manifesta con l’arrivo di un Ministro per l’inaugurazione di un Liceo Scientifico. Qualcosa si è rotto. Qualcosa, per citare un bell’articolo scritto ieri, appartiene ad altro: “la politica non basta più, quando la politica non è più, e da tempo, ciò che accade in politica”.

Si chiamano “Noi” ed è l’acronimo di Nuovo Orizzonte Italiano: lo hanno costituito tre sambenedettesi, due dei quali molto giovani, tutti e tre “espatriati” dai confini comunali per motivi di lavoro. Alessandro Palestini, Roberto Guidotti e Nazzareno Straccia (quest’ultimo il più… esperto) i quali hanno trovato l’appoggio di Giorgio De Vecchis, consigliere comunale ora in quota Futuro e Libertà ma in rotta con il partito.

Perché matti? Perché ad una settimana dal voto parlano di quello che accadrà fra mesi o anni. Perché tutti e quattro hanno rifiutato proposte di candidature a destra, centro e sinistra, sopra e sotto. Perché predicano una politica di controllo e condivisione anziché di scontro. Perché sono una proposta di laboratorio politico e di cittadinanza attiva di cui si avrà bisogno, indipendentemente da loro, in qualsiasi società democratica. Anche se loro stessi non chiudono le porte ad una eventuale e futura proposta di candidatura attiva. Questo, lo si vedrà.

“Siamo interessati alla nostra città, attivi sul web” spiega Alessandro Palestini. “Dopo le elezioni abbiamo intenzione di esercitare una attività di controllo, quasi a livello di consulenza gratuita e partecipativa, per aiutare i consiglieri comunali meritevoli e analizzare le decisioni prese al di là delle facili promesse elettorali. A questo proposito, abbiamo deciso di istituire il premio Consigliere Comunale dell’anno”.
I temi “caldi” per noi sono la “partecipazione, il turismo e l’urbanistica”. Sulla partecipazione lo stesso Palestini parla di un “prototipo San Benedetto 2.0 già pronto e realizzato gratuitamente da Marco Bruni, anche se mancano alcune funzionalità”. Sul turismo, spiega Nazzareno Straccia, “è importante conoscere le nostre potenzialità eno-gastronomiche e soprattutto valutare in che modo proporsi sui mercati in mancanza di un facile collegamento con il centro Europa. A meno che qualcosa non cambi”. Riguardo l’urbanistica viene definita “il fulcro di ogni politica, a partire da quella dell’integrazione territoriale dei Comuni della Riviera delle Palme: sostenibilità e qualità della vita sono alla base anche di una buona economia e convivenza sociale”.

“Chiediamo ad altri di unirsi – afferma De Vecchis – in nome di una funzione politica e civile. Non è escluso che in futuro diventiamo attori attivi: dipende anche da chi e come intende seguirci in questa avventura. Purtroppo lo spettacolo conta più della sostanza, e lo vediamo in questi giorni di campagna elettorale. La nascita di tante liste civiche è un fatto positivo se continueranno ad interessarsi dei temi cittadini anche dopo le elezioni. Non sentiamo purtroppo parlare di progettazione ma soltanto di politica ideologica nazionale, il che è comico in un momento privo di ideologie. Non è una partita di calcio e noi non siamo tifosi, vogliamo essere attori politici che collaborano nell’attuazione di strumenti amministrativi”.

La domanda sorge spontanea (si perdoni l’ovvia citazione): e adesso cosa c’entra De Vecchis con Fli? “Era nata per svolgere una funzione, e invece è diventato uno strumento ‘ascolano’ in mano a Ciccanti. Sono uscito da un terzo polo al quale mancavano i requisiti minimi di democrazia, tali e quali al Pdl, che ho prontamente abbandonato, e al Pd”. Tento una provocazione: nel Pd, però, si fanno le primarie. De Vecchis è caustico: “Primarie? Quelle sono teatro, e per di più senza neppure pagare la Siae”. Eppure certe affermazioni sul Nuovo Polo Sambenedettese vanno spiegate, e De Vecchis non si tira indietro: “Calvaresi era una scelta precostituita già da tempo, tanto che l’Api, Narcisi, e tanti altri se ne sono andati o non si sono avvicinati. Queste elezioni potranno essere riassunte così: non cambiare niente, per non cambiare niente”.

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