ASCOLI PICENO – Faccia smunta, visibilmente dimagrito, l’espressione malinconica e timorosa al posto della rampante baldanza di un tempo. Lo vediamo così, Alberto Soldini, entrare in aula mercoledì mattina nel processo penale che lo vede coinvolto assieme a Dante Paterna, relativamente al fallimento della Sambenedettese Calcio Srl del 2006.


L’imprenditore romano entra in aula accompagnato dal suo avvocato Antonio Moriconi. Paterna è assente. In aula, di fronte al collegio composto dal presidente del Tribunale Tatozzi e dai giudici Bartoli e Filippello, il testimone chiamato dalla pubblica accusa è il commercialista sambenedettese Franco Zazzetta, curatore fallimentare di quella Samb.


Le domande del Pm Carmine Pirozzoli e degli avvocati di Soldini e Paterna vogliono ricostruire le vicende societarie e contabili del periodo fra 2004 e 2005. Nel periodo in cui il 90% del pacchetto azionario della Samb Calcio Srl era detenuto dalla Bathford Limited. E il 10% passò da Umberto Mastellarini ad Alberto Soldini, nel dicembre 2005.
Il testimone Zazzetta dunque ha ricostruito alcuni aspetti contabili di quel periodo in casa rossoblu. Ha citato i 170mila euro pagati dalla Samb Calcio Srl alla società calcistica dilettantistica del Cologna Spiaggia fra 2004 e 2005, sembrerebbe di capire per una collaborazione relativa al settore giovanile e per delle amichevoli con la Samb.
Nella seconda parte dell’udienza, è stato ascoltato un militare della Guardia di Finanza che svolse le indagini sul fallimento della Samb su delega della Procura di Ascoli. E il militare ha confermato di aver trovato traccia di quelle transazioni nella contabilità rossoblu.
170mila euro che risultano pagati dalla Samb alla piccolissima squadra del Cologna Spiaggia. Da una Samb, precisa il militare, che al momento di quei pagamenti versava già in una situazione debitoria.
Ma il Cologna Spiaggia fu una sorta di vivaio distaccato della Samb? Un fatto viene dato per acquisito dal militare, che lo ripete due volte su precisa domanda del Pm Pirozzoli. Ci furono dei passaggi di giovani calciatori, tre per l’esattezza. Dalla Samb al Cologna.
Tornando alla deposizione di Zazzetta, il curatore fallimentare di quella Samb ha citato quelle che definisce “anomalie contabili”, ricostruendo alcune voci di bilancio definite “finanziamenti ai dipendenti”, cioè ai calciatori.
Poi c’è il capitolo legato al calciatore Marco Martini, punta di diamante della Samb fra 2004 e inizio del 2006, quando venne ceduto a titolo gratuito al Pescara Calcio, il cui socio di maggioranza all’epoca del passaggio era proprio Dante Paterna. Un giocatore, Martini, che in quel momento aveva secondo la stampa sportiva un ottimo valore di mercato, visto che veniva da due stagioni molto buone.
E che aveva pure richieste da squadre di serie B, nella fattispecie Cremonese e Arezzo. Lo affermano in aula sia Zazzetta sia il militare della Finanza, citando articoli di stampa sportiva dell’epoca.
Il processo continua, e l’undici maggio prossimo ci sarà l’audizione di altri testimoni.

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