SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Uno Steve Jobs apparso in discreta salute, nonostante le voci che addirittura gli avevano predetto poche settimane di vita, ha presentato mercoledì 2 marzo l’iPad 2, la nuova versione di un dispositivo che nella sua prima incarnazione è riuscito a sorprendere un po’ tutti (guardate come ne parlavamo un anno fa). Perché ha aperto finalmente la strada ai cosiddetti “tablet”, computer basati su un’interfaccia “naturale” (e cioè le proprie mani, grazie agli schermi touch di ultima generazione) e con caratteristiche tali da poter sostituire i pc tradizionali in un numero sempre crescente di attività, oltre a crearne anche di nuove. E perché si è rivelato un grande successo di vendite nonostante lo scetticismo iniziale: in un anno, infatti, ne sono stati venduti circa 15 milioni, quando le previsioni più ottimistiche parlavano di meno della metà.

La concorrenza, ovviamente, si è fiondata sul nuovo mercato: l’alternativa più valida sembra oggi la piattaforma Android di Google (la cui versione 3.0 è stata finalmente concepita su misura per i tablet), disponibile su una vasta ed eterogenea gamma di prodotti e già forte del successo nel settore degli smartphone. Altri grandi nomi come Motorola, Hp e Rim (la casa produttrice dei Blackberry) sono in arrivo, mentre Microsoft per ora sta a guardare, annunciando di voler puntare tutto sul futuro Windows 8.

Apple (nel cui Dna, come ama ripetere Steve Jobs, c’è un mix di tecnologia, arti liberali e umanesimo, e quindi un’attenzione tutta puntata sull’utente) appare comunque in vantaggio, anche grazie al nuovo iPad 2 che sarà disponibile in Italia dal 25 marzo: più veloce, grazie al processore dual core, e più sottile, ma con la stessa autonomia di prima (fino a 10 ore di utilizzo). Due telecamere (anteriore e posteriore) permetteranno invece di girare e montare video e di partecipare a videochat, una funzionalità molto gradita in ambito aziendale. Prezzi inalterati rispetto a quelli della prima edizione, che sarà venduta con un forte sconto fino a esaurimento scorte; confermate le due versioni, una con connettività solo Wi-Fi e l’altra anche con sim Umts per collegarsi a internet ovunque, e disponibile il colore bianco oltre a quello nero.

Il vero punto di forza dell’iPad è il vasto parco software, con oltre 65.000 applicazioni che si aggiungono a quelle per iPhone e iPod touch, rispetto ai quali c’è il vantaggio dello schermo di dimensioni paragonabili a quelle dei pc tradizionali. Risultano agevoli, infatti, operazioni come la navigazione sul web, la videoscrittura, la visione di video, la lettura e la modifica di file di qualsiasi tipo: per molti ormai un tablet può sostituire del tutto un pc portatile. Con il vantaggio dell’interfaccia touch, che rende più intuitive le stesse operazioni finora compiute con mouse e tastiera e che favorisce, unitamente alla “pulizia” e compattezza dell’hardware (che visivamente si riduce al solo schermo) attività nuove come la lettura di libri e riviste digitali.

Un mercato, questo, prefigurato da anni, ancor prima dei tablet, ma finora ostacolato dalla scomodità dei pc tradizionali e dall’alto prezzo dei dispositivi specifici (eBook reader, che comunque stanno diventando più economici). Oggi però qualcosa sta cambiando: Amazon, il più grande negozio online degli Stati Uniti, vende ormai più libri digitali per il suo dispositivo Kindle che tradizionali libri cartacei. Qui ci sono due scuole di pensiero: chi preferisce la tecnologia e-ink, che consente una lettura più agevole su schermi simili alla carta ma che richiede dispositivi specifici (i già ricordati eBook reader), e chi si rivolge al tuttofare iPad o agli altri tablet, il cui schermo retroilluminato e colorato si distacca maggiormente dalla lettura su carta ma consente contenuti interattivi.

iBookstore, il negozio online Apple di libri digitali, ha comunque registrato buoni risultati, con oltre 100 milioni di download (gratuiti per i libri di dominio pubblico e a pagamento per quelli in commercio). Il mercato dei libri digitali stenta però a decollare in Italia, dove poche case editrici si sono finora attrezzate: sui vari negozi online, infatti, oltre ai testi gratuiti del progetto Gutenberg non si trova molto in lingua italiana. Ci si aspetta molto dal progetto Google Libri: la grande G sta digitalizzando milioni di libri nelle biblioteche di tutto il mondo (anche in Italia dopo l’accordo con il Ministero per i Beni Culturali) e sta cercando un difficile accordo con autori ed editori per risolvere la spinosa questione dei libri fuori catalogo ma ancora non liberi da diritti e quindi non scaricabili gratuitamente da parte degli utenti.

L’iPad domina, invece, nel settore delle riviste digitali, che grazie al touchscreen possono avvalersi di caratteristiche nuove come video, animazioni, impaginazioni concepite per lo schermo e non per la carta. Poco più di un mese fa il magnate Rupert Murdoch ha lanciato The Daily, un quotidiano esclusivamente digitale venduto in abbonamento a prezzi molto aggressivi (0,99 dollari a settimana o 40 all’anno, anche se per ora è gratis): se avrà successo diventerà probabilmente un modello per le testate tradizionali, le cui versioni digitali ricalcano in genere il prodotto cartaceo e non offrono molto di più rispetto ad esso. E altri nuovi mercati stanno nascendo grazie ai tablet: si pensi all’editoria scolastica, che può avvalersi di libri interattivi e aggiornabili o scaricabili in parti staccate, senza dover per forza acquistare un intero libro ma solo le parti che l’insegnante intende affrontare.

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