SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Fanini smentisce Merlonghi; Merlonghi smentisce se stesso. L’Italia dei Valori corre immediatamente ai ripari e tenta di ridimensionare il clamore suscitato dall’incontro avvenuto nella serata di sabato con il cosiddetto Polo del Buongoverno capitanato da Amedeo Ciccanti, nel quale il deputato ascolano ha di fatto corteggiato i dipietristi ponendo allo stesso tempo un sorprendente veto sul sindaco uscente Gaspari.

Il più infuriato è l’assessore allo Sport, che demolisce con forza ogni ipotesi di “tradimento” in atto: “Non si è assolutamente parlato del primo cittadino, che non è stato mai messo in discussione. Nella riunione abbiamo affrontato esclusivamente i temi della città. L’idea di un nostro passaggio nel terzo polo è folle”.

Il faccia a faccia al Calabresi sarebbe dunque servito solamente a capire se esistono i presupposti per ricomporre il laboratorio Marche sperimentato alle scorse elezioni regionali, con l’Udc nuovamente aggregata a Partito Democratico, Verdi ed appunto all’Idv. oltre che Api, socialisti e repubblicani.

“Stiamo compiendo uno sforzo enorme in questo senso”, si difende Merlonghi che tiene a rigettare le chiacchiere su un possibile voltafaccia a Gaspari, nonostante nel comunicato distribuito domenica pomeriggio dalla segreteria di Ciccanti (contenente la famigerata “bocciatura” del numero uno di Viale de Gasperi) comparisse pure la sua firma. “Abbiamo detto chiaramente che il nostro vincolo di mandato è quello di stare col Pd. I centristi, dal canto loro, hanno precisato che non intendono entrare in un progetto dove i giochi sono già fatti e noi abbiamo spiegato che non deve esistere alcuna pregiudiziale sul sindaco uscente”.

Strappo ricucito? Può darsi. Resta tuttavia da comprendere il reale feeling tra il principale partito del centrosinistra e l’Italia dei Valori, fedele alleato per cinque anni ed improvvisamente protagonista di una enigmatica metamorfosi, tra mal di pancia celati o apertamente denunciati.

“Non è un tentativo per alzare il prezzo o la posta in palio”, rassicura Fanini. Ma intanto la presidente del Consiglio Comunale, Giulietta Capriotti, non rinuncia ad una personale lettura della vicenda: “Conosco bene la mano di tutto ciò e non è certo quella dell’onorevole Ciccanti”. Ovvio il riferimento all’ex collega ai tempi della “Margherita”, Sandro Donati.

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