ALBA ADRIATICA – “E’ un errore auspicare il passaggio della Val Vibrata nella provincia di Ascoli Piceno. Tutt’al più, si può pensare di unire Ascoli e Teramo”. Renato Rasicci, vice presidente della Provincia di Teramo, risponde a Giancarlo Viscioni, presidente di Vibrata Picena, che avevamo intervistato per capire le reali intenzioni della sua associazione.

Motivazioni culturali a parte, Viscioni ha parlato di una “incredibile mancanza di servizi” a fronte della ricchezza della valle e dei benefici che secondo lui si otterrebbero passando sotto Ascoli e quindi nelle Marche. Lei da vibratiano e amministratore provinciale, cosa pensa dell’iniziativa promossa dall’associazione Vibrata Picena?

“Personalmente non vedo grandi vantaggi, ma comunque sarebbe un errore scappare in un momento di crisi come questo. Dobbiamo essere uniti e lavorare insieme. Il tema dei servizi “carenti”, però, è importante e mi vede in sintonia con Viscioni: purtroppo nei decenni passati i vibratiani non erano rappresentati sufficientemente in Provincia e questo ha prodotto una carenza di politiche per la valle. Ora però ci sono ben tre assessori e due consiglieri che provengono da comuni vibratiani e che tutti i giorni si fanno valere per la nostra causa”.

In particolare, Viscioni ha parlato di alcuni temi scottanti e di come, secondo lui, Teramo sia lontana dai vibratiani. Per le aziende in crisi, ad esempio, cosa potrà fare la Provincia?

“In Val Vibrata la crisi si è fatta sentire forte, tanto da toccare anche la manifattura cinese. In provincia, adesso, possiamo solo gestire al meglio i 4 milioni di euro in arrivo come aiuto alle imprese teramane, ma c’è bisogno di una politica nazionale di riduzione delle imposte e dei contributi lavorativi. Però voglio essere ottimista, guardando a quei settori che stanno resistendo bene”.

Riguardo alla polemica sull’ospedale di Sant’Omero e sulla mobilità passiva verso Ascoli e San Benedetto del Tronto?

“L’ospedale sarà privatizzato e non c’è possibilità di tornare indietro. Io però vorrei che i 20 milioni che si ricaveranno dalla vendita del 49% della proprietà della struttura, siano subito investiti qui e non buttati nell’immenso buco della sanità abruzzese. Abbiamo bisogno di figure professionali in grado di dare garanzie di professionalità e soprattutto dobbiamo lavorare per la qualità: la mobilità passiva è data dalla sfiducia che i cittadini hanno per l’ospedale di Sant’Omero. E poi abbiamo grandi medici vibratiani che lavorano in altri ospedali italiani: le eccellenze dobbiamo cercare di trattenerle qui”.

Viscioni ha parlato anche dei problemi di viabilità della Val Vibrata. Cosa si farà per la Strada Provinciale 259?

“Abbiamo ereditato dalla passata amministrazione regionale 7 milioni per la nuova Provinciale 259 dal casello autostradale fino a Garrufo di Sant’Omero: il problema però è che ce ne servono almeno 72. A breve, comunque, partirà la costruzione del primo tratto e poi dovremo impegnarci a racimolare i soldi necessari per completare l’opera”.

Cosa si sente di dire ai sindaci che hanno dimostrato di essere in sintonia con Vibrata Picena e a quelli che devono ancora pronunciarsi a riguardo?

“I sindaci sono i primi attori della politica locale, ma, ripeto, dobbiamo essere tutti uniti per superare i problemi della Val Vibrata. E’ troppo facile scappare”.

E al presidente della Provincia di Ascoli Celani, che si è dimostrato aperto nei confronti di Vibrata Picena?

“E’ normale che Ascoli veda bene un’iniziativa del genere di una valle ricca come la Val Vibrata, soprattutto quando si parla della possibilità di tagliare le province sotto i 220 mila abitanti. Ma una discussione più utile, secondo me, potrebbe essere quella sull’ipotesi di unire le due province”.

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