SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Un 75 enne si trova sotto processo con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico. Il caso è stato aperto lo scorso 18 maggio presso il tribunale di San Benedetto a seguito della denuncia alla Polizia Postale compiuta da un tecnico informatico che aveva riparato il computer dell’anziano. Cinque mesi dopo l’apertura del processo è arrivata la conferma da parte del perito nominato dal giudice Giuliana Filippello: nella cartella dei file temporanei esisterebbero anche tracce di quel materiale criminoso.

In quel computer e nello specifico nella cartella dei file temporanei di internet, esistono tracce di siti pedopornografici. Lo riferiscono il giovane tecnico che lo ha denunciato e anche il perito nominato dal giudice lo scorso marzo che ha esaminato il corpo del reato determinando la propria lettura del contenuto il 19 ottobre in aula.

La natura del materiale esaminato proviene dal web, ma non sono immagini. Si tratta secondo il perito di semplici dati temporanei e invisibili ai meno esperti. Cartelle dove si collocano dei contenuti (definiti anche cache) appartenenti a pagine web visionate e utili per velocizzare la successiva navigazione nella stessa pagina. Una sorta di memoria fotografica dei percorsi fatti on line.

Il perito non è stato in grado di accertare nello specifico se l’imputato avesse mai scaricato, cancellato o copiato immagini da portali definiti pedopornografici, ma di una cosa è sembrato essere certo: in quel PC sarebbe esistito anche un programma con il quale oscurare il proprio IP (numero che identifica univocamente un dispositivo collegato a una rete internet).
Da quanto si apprende quel programma garantirebbe in completo anonimato la navigazione su Internet senza lasciare tracce di sé.

Passeranno altri 5 mesi prima che il caso ritorni in tribunale per la discussione del caso e l’eventuale conclusione.

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