Crozza a Ballarò. Il mondo è veramente strano. Il giornalista Camillo Langone qualche anno fa scrisse su Il Foglio che eravamo un borgo sperduto del sud delle Marche, noi ci ribellammo e gli scrivemmo papale papale che era stato in un’altra località e che non poteva permettersi certe considerazioni false, scorrette e superficiali. Ricevemmo una querela che il giudice giudicò semplicemente assurda ed inconsistente. Anche quella volta dimostrammo che “Il cittadino non è più solo” in concomitanza con un silenzio assordante da parte delle autorità che avrebbero dovuto sdegnarsi per prime.

Un anno fa o poco più Lilli Gruber in modo superficiale accostò San Benedetto del Tronto alla prostituzione  tant’è che nel caso specifico la nostra città non c’entrava niente.

Ieri in modo estremamente superficiale (lo riconoscono anche quei lettori che hanno ritenuto giusto criticare le nostre precisazioni, vedi articolo in primo piano) un altro accostamento inesistente del comico genovese Maurizio Crozza aprendo una trasmissione Rai molto seguita.

Tutti errori acclarati che, secondo qualcuno, abbiamo sbagliato ad evidenziare. Secondo me invece, sia con Il Foglio che con la Gruber e Crozza noi abbiamo semplicemente fatto il nostro dovere con precisazioni necessarie delle quali altri organi di informazione del territorio, ma non legati ad esso, se ne fregano altamente.

Qualcuno ci accusa di campanilismo ma se andate a rileggervi certi commenti appare evidente che non siamo noi a farlo ma chi prende spunto dal nostro articolo per farne un punto di contrasto tra San Benedetto del Tronto e le località abruzzesi a noi confinanti. Che è inesistente.

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