SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Sbagliando clamorosamente Capriotti accusa me e Romualdo Fanesi di fare dinformazione“. Inizia così la dura reprimenda di Nazzareno Torquati, imprenditore, ex assessore, esponente e portavoce del Comitato Tutela Costa Picena. Ancora sulla questione della cassa di colmata sul molo nord del porto, la vasca in cui sono stati raccolti fin dal 2008 i fanghi provenienti dai dragaggi portuali, prima del porto di San Benedetto poi di quello di Senigallia.
Afferma Torquati: “E’ grazie alle nostre sollecitazioni che il Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche per le Marche ha messo in atto tutta una serie di interventi per la messa in sicurezza della cassa di colmata. Addirittura già dal settembre scorso quando denunciammo lo scarico di materiale ferroso insieme ai fanghi di Senigallia obbligò l’impresa ad una maggiore selettività dei carichi. Poi – continua Torquati – grazie alle nostre sollecitazioni furono posizionati i massi frangiflutti per evitare il riversamento in mare dei fanghi inquinati e per ultimo in questi giorni la copertura con geotessuto isolante dell’intera cassa onde evitare che il pulviscolo superficiale dei fanghi si disperda nell’ambiente o che una grande pioggia ne riversi il contenuto nel bacino portuale come accaduto nel maggio scorso”.
Torquati sostiene di essersi adoperato assieme al Comitato affinchè la cassa di colmata comporti meno pericoli possibili all’ambiente circostante. E per il Comune, pur con le sue poche competenze e potenzialità in materia (trattandosi di zona portuale) non ha parole dolci. Tutt’altro.

“Un’operazione accettata supinamente da una amministrazione pubblica con a capo il sindaco Gaspari che passerà alla storia della nostra città come quella con un livello di superficialità mai riscontrato nel passato”.

Infine, sul tema della “inertizzazione” della vasca di colmata: “Quella che Capriotti chiama “inertizzazione” sarà di difficile esecuzione almeno finchè i fanghi non saranno in gran parte disidratati per permettere una solidificazione impastando diversi materiali che ad oggi non sono stati individuati”.

“Ecco noi vogliamo una giusta informazione e non attacchi tipo quelli del sindaco che ad ogni accenno di dissenso offende i cittadini definendoli gufi o cassandre o ambientalisti di turno. Ho esagerato nel definire l’ultima spesa in circa 500.000 euro? Io ho avuto – conclude Torquati – questa informazione da fonte accreditata , e ricoprire un’area di oltre ventimila metri quadrati con un geotessuto isolante di quasi un centimetro di spessore più la posa in opera ha sicuramente un costo che gli si avvicina”.

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