ALBA ADRIATICA – «Al di là delle specifiche responsabilità, se ve ne sono e se saranno accertate, quanto è accaduto ha traumaticamente portato all’attenzione di tutta l’opinione pubblica fatti disarmanti: un deficit inaccettabile fra sviluppo demografico e impianti di depurazione; paesi senza reti fognanti, scarichi abusivi; un ritardo decennale sulle opere primarie di urbanizzazione». L’assessore provinciale all’Ambiente Francesco Marconi fa l’amara constatazione sullo stato attuale delle cose che hanno portato il Vibrata allo stremo:  ripetute mancanze nel tempo (di controlli, di impianti di depurazione rinnovati ed adeguati, di scarichi a norma) che hanno gradualmente avvelenato il torrente, fino alla strage dei pesci il 15 di agosto.

«Ammesso, come ci auguriamo tutti – ha aggiunto Marconi – che l’emergenza passi in fretta, occorre una buona dose di investimenti per adeguare e razionalizzare i sistemi di depurazione: il piano della Ruzzo reti stima 90 milioni di interventi per tutta la provincia teramana. Bisogna partire da questo, stabilire delle priorità e verificare in che modo i vari attori istituzionali possono interagire fra loro per dare seguito ai progetti, compiere un accorato monitoraggio rispetto agli scarichi esistenti e alle situazioni a rischio».

Nuovi prelievi d’acqua del Vibrata sono stati effettuati stamattina lunedì 23 agosto dalla Polizia Provinciale e dall’Arta. Le analisi saranno eseguite su campioni prelevati a monte e a valle del depuratore consortile di Alba Adriatica-Villa Rosa e all’altezza del ponte ciclabile che collega il Comune albense con Martinsicuro. I risultati verranno messi a confronto con quelli dei prelievi effettuati il 18 agosto.

La Polizia provinciale sta inoltre eseguendo in questi giorni nuovi controlli e rilievi lungo l’asta fluviale, i fossati e gli affluenti principali del Vibrata.

Sotto indagine il funzionamento dei depuratori, da Sant’Egidio alla Vibrata fino alla costa e gli impianti fognari. Dai primi rilievi, effettuati con l’ausilio dei tecnici dell’Arta, sono stati riscontrati tre punti di “immissione” non regolari e il malfunzionamento di due impianti di depurazione. I risultati delle indagini saranno trasmessi alla magistratura.

Martedì 24 agosto Marconi incontrerà, insieme al vicepresidente della Provincia Renato Rasicci e al sindaco di Alba Adriatica Franchino Giovannelli, il presidente della Ruzzo Reti Giacomo Di Pietro, per formalizzare l’impegno assunto dal dirigente di investire un milione di euro per l’adeguamento dell’impianto di Alba Adriatica-Villa Rosa. «Si parlerà anche – ha spiegato Rasicci – del cofinanziamento per la sistemazione della rete fognaria di Alba Adriatica, Comune dove molti scarichi privati sono allacciati alla rete delle acque bianche».

Per il 30 agosto, invece, la Provincia ha convocato un tavolo di lavoro con i sindaci della Val Vibrata, l’Ato dell’acqua, la Ruzzo reti; alla riunione parteciperà il presidente Valter Catarra.

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