SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Qualcuno non s’è addirittura accorto di nulla, ma per gran parte degli chalet del lungomare nord di San Benedetto è stata una vigilia ferragostana letteralmente da incubo. Un sabato nero, in tutti i sensi, per colpa di un clamoroso black-out che ha oscurato per ben cinque ore e mezzo le strutture ed i lampioni di Viale Trieste, dalla concessione numero 7 alla 18. Un tratto infinito, compreso tra “ La Conchiglia” e “La Croisette”, rimasto al buio dalle 20.30 sino alle 2 a causa del grave guasto accorso al trasformatore dell’Enel.

Come detto, non tutti gli operatori hanno risentito del disagio, dato che i locali precedenti e successivi alla frazione interessata dipendono da un generatore differente. Ma per chi si è trovato coinvolto nella sventura sono state ore difficili. Irritazione, rabbia, sconforto ed impotenza, per un incidente che non ha ufficialmente dei colpevoli materiali, anche se quasi tutti gli imprenditori danneggiati non hanno mandato giù la poca tempestività con la quale la ditta fornitrice di energia elettrica è intervenuta. La prima segnalazione da parte del Comune è infatti partita alle 20.56 e solo alle 23 il centro operativo di Ascoli ha mandato una squadra per la sostituzione dei fusibili. Una volta accortisi che quest’ultimi erano definitivamente fuori uso si è agito, nelle tre ore a venire, per il cambio del trasformatore.

Un’eternità, che ha provocato un grosso danno d’immagine alla Riviera delle Palme, proprio nell’appuntamento clou dell’estate. Per non parlare del mancato incasso degli esercizi balneari: macchine del caffè fuori uso, gelati sciolti e soprattutto scorte per il pranzo di domenica messe a serio rischio di conservazione. Senza dimenticare le numerose disdette per cene avvenute per causa di forza maggiore a lume di candela e che di conseguenza hanno subito un considerevole sconto al momento del pagamento.

«Sfortuna ha voluto che sia capitato proprio in questa data – ha commentato un turbatissimo Giovanni Gaspari, che ha seguito da vicino la vicenda sin dal primo momento – purtroppo sono cose che succedono, totalmente imprevedibili». Ad affiancarlo c’era Daniele Primavera, amareggiato perché costretto a sospendere l’ultima serata della Festa di Liberazione (si svolgeva nella pineta antistante “Il Pescatore”): «Oggi sarebbe stato il giorno nel quale avremmo avuto più affluenza e quindi guadagnato maggiormente. Non incolpo nessuno, ma bisogna verificare l’età del pezzo rotto».

Il trasformatore in questione avrebbe oltre vent’anni (a detta di quanto si legge nell’etichetta che mostriamo nella gallery) e a quanto pare è sempre stato visto con diffidenza dai titolari di alcuni bagni: «Spesse volte in questi anni ci ha dato problemi e crediamo che non sia accettabile che ad ogni piccolo disguido si debba ricorrere all’ente di Ascoli».

Il buio pesto tuttavia, non è stato solamente una grana a livello economico. Pure sotto il profilo della sicurezza le minacce sono state abbondanti. La mancata illuminazione di strada, pista ciclabile e marciapiede ha arrecato una serie di incidenti (di lieve entità) tra pedoni e biciclette ed un tamponamento tra due auto sulla corsia ovest.

E le cose non le hanno semplificate nemmeno gli ubriachi, che fra spintoni e cadute hanno reso ancor più ardua la mosca cieca di chi passeggiava.

Una responsabilità da addebitare non alle istituzioni, né tantomeno degli organizzatori del Super Summer Games, che hanno rispettato le promesse ed offerto un evento sano e a bassa gradazione (4 mila i giovani accorsi nell’area dell’ex-camping), bensì ad una iniziativa purtroppo estesa a campi troppo ridotti.

Da segnalare infine alla “Medusa” il replay di ciò che è accaduto venerdì. Palco, dj, musica e pienone delle grandi occasioni.

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