dal settimanale Riviera Oggi numero 815 in edicola

Una struttura per le mostre
MARGHERITA SORGE, ASSESSORE ALLA CULTURA

«Penso che dopo la riapertura del Palacongressi, San Benedetto abbia davvero bisogno non tanto di un auditorium quanto di una struttura polivalente per ospitare mostre d’arte». Lo afferma Margherita Sorge, assessore comunale alla Cultura.
«Ora per le mostre abbiamo solo la Palazzina, ma gli spazi sono molto piccoli. La Grande Opera potrebbe essere una struttura per grandi esposizioni, con spazi riservati a musicisti, pittori, scultori, del nostro territorio e non solo».
La Sorge poi chiede anche che «si faccia chiarezza» sulla vicenda e dice: «Non avrebbe senso fare due strutture firmate Tschumi, una a San Benedetto e una a Grottammare. I due Comuni condividano un progetto unitario».

Magnifiche piscine, questo sarebbe produttivo
GABRIELE DI EMIDIO, PRESIDENTE ASSOALBERGATORI “RIVIERA DELLE PALME”

Estremamente interessante avere un’opera del grande Tschumi in città. Ma ci vuole chiarezza sul “cosa sarà” questa Grande Opera e uno studio analitico sul modo in cui sarà gestita. Altrimenti rischiamo una bellissima cattedrale nel deserto.
Questo il sunto del pensiero di Gabriele Di Emidio, presidente dell’Assoalbergatori: «Speriamo che si tratti di una struttura che porti giovamento sociale, culturale ed economico, un volano del turismo e non solo una cosa bella da guardare. Un auditorium? Sì, però è stato fatto uno studio sui flussi di persone a cui interessano i concerti? E’ stato fatto uno studio sulle modalità di gestione di questa struttura? Sui costi da sostenere nel lungo periodo?».
Di Emidio esprime un concetto lucido: «Per donare quest’area alla Fondazione la città dovrà pagare un pegno, se si farà questo accordo di programma con i privati ci saranno modifiche urbanistiche che San Benedetto dovrà subire. Ben vengano, ma solo se la Grande Opera porterà dei veri vantaggi al turismo».
E ancora: «Credo fermamente nelle buone intenzioni della Fondazione, però ci deve dire cosa intende costruire».
E poi una proposta: «Vogliamo pensare a qualcosa di utile al pubblico? Bene, chi ci vieta di pensare a un’opera innovativa con piscine e strutture per il benessere? Sarebbe un regalo alla città bello e produttivo. Un qualcosa che sicuramente attirerebbe grandi flussi di persone».

Non solo per la firma di Tschumi, ma anche per la sua indubbia utilità.

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