SAN BENEDETTO – Niente primarie interne: il candidato sindaco del centrosinistra a San Benedetto del Tronto uscirà dal confronto nei tavoli interpartitici del “Campo Largo”. È la linea ribadita sabato 28 febbraio dal segretario dell’Unione comunale PD, Marco Giobbi, durante la conferenza stampa tenutasi nella sede  via Manara. «Abbiamo intrapreso un percorso condiviso con la coalizione progressista. Non abbiamo avallato le primarie», ha spiegato Giobbi, che ha però teso una mano alla minoranza: «Ho proposto l’ingresso di Alessandro Marini nell’esecutivo e la nomina di Margherita Sorge a Vice Segretario. Non abbiamo avuto riscontro: basta questo a dire che non c’è chiusura». Il segretario ha inoltre giustificato la mancata partecipazione alle assemblee convocate dalla minoranza, definendole «politicamente inopportune» perché avrebbero portato a un’ulteriore «bocciatura delle primarie» già respinte dalla maggioranza.
All’incontro ha partecipato anche Francesco Ameli, capogruppo del PD di Ascoli Piceno e segretario  provinciale, che ha lanciato un appello secco: «Se faccio una proposta devo avere una risposta, non si può parlare con i muti», invitando tutte le componenti a evitare divisioni e a non ripetere «l’errore folle» del 2021. Una posizione che ha già sollevato le critiche di Alessandro Marini e Margherita Sorge, esponenti della minoranza: «Nessuna proposta formale ci è mai arrivata, solo dichiarazioni a posteriori. Se si vuole unità, si parta dal rispetto degli organismi e del regolamento, non dalle dichiarazioni alla stampa».

A sottolineare la mancanza di scelta condivisa è stata la  Presidente dell’Unione comunale del PD Anna Rosa Cianci  nel suo ruolo di garante: «A seguito di una richiesta formale avanzata dal 47% dell’Unione, ai sensi del vigente regolamento, ho provveduto a convocare l’Assemblea per ben due volte e precisamente l’11/02/2026 e 25/02/2026. In entrambe le occasioni non è stato possibile raggiungere il numero legale, poiché, per espressa scelta politica, i componenti della mozione del Segretario hanno disertato la riunione. Di conseguenza, non si è potuto procedere ad alcuna deliberazione.
In occasione dell’ultima convocazione, l’Esecutivo ha richiesto un rinvio sine die. Tale richiesta non ha potuto essere accolta, in quanto un organismo non può annullare una richiesta formalmente avanzata da un altro organo per giunta deliberativo del Partito.
Ricordo, infine, che l’ordine del giorno dell’incontro dell’Unione comunale del 19 gennaio 2026 prevedeva delibere su:
– la composizione della delegazione del Partito Democratico di San Benedetto del Tronto, con definizione e mandato dei rappresentanti designati a partecipare agli incontri e ai tavoli interpartitici;
– l’analisi delle possibili candidature a Sindaco per le prossime elezioni comunali, con una discussione politica sul profilo e sui nominativi da proporre per la guida della coalizione in vista delle amministrative.
Ritengo doveroso riportare questi elementi per una corretta ricostruzione dei fatti e nel rispetto delle prerogative previste dal regolamento.
È pertanto del tutto infondato affermare che vi sia stata una deliberazione sulle primarie. Non si è svolta alcuna votazione formale, non è stato espresso alcun voto unanime della maggioranza, né si è verificata alcuna astensione della minoranza su una decisione formalizzata. Nel corso della riunione sono stati esclusivamente manifestati orientamenti personali, favorevoli e contrari, che non hanno mai assunto il valore di una decisione politica ufficiale. Ogni diversa ricostruzione non corrisponde alla realtà dei fatti. Preciso inoltre, come organo di garanzia, che sia la Presidente e sia la cosiddetta minoranza restano sempre fuori da qualsiasi proposta e organizzazione di eventi dell’Unione. Tali iniziative vengono puntualmente prese a conoscenza attraverso gli organi di stampa. Organizzare insieme convegni o appuntamenti politici sarebbe un’ottima opportunità per avviare processi di unità e coesione. »