SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se fosse un film di Mario Monicelli si intitolerebbe certamente “Parenti Serpenti”. Non è infatti dei migliori il clima che si respira all’interno del Pd sambenedettese. Se da una parte il centrosinistra sente la vittoria regionale in tasca e il Partito Democratico sogna il rilancio in città dopo le ultime tornate negative alle urne, a San Benedetto la dinamica delle candidature ripropone l’eterno confronto fra perazzoliani e colonnelliani. Due corazzate, due macchine da voti. Ma l’elettore può votare solo uno dei due, perciò la diatriba è dietro l’angolo.
Da una parte l’ex sottosegretario di Governo Pietro Colonnella e i suoi sostenitori, dall’altra Paolo Perazzoli, che pare annoverare fra i suoi sodali un maggior numero di big del partito. A partire dal sindaco Giovanni Gaspari, che afferma: «Parteciperò a tutte le iniziative elettorali del Pd e anche a tutte le iniziative elettorali dei singoli candidati, ovviamente laddove mi chiameranno a partecipare. Ma Paolo lo ritengo un valore aggiunto per queste elezioni».

Se le parole hanno un senso, dunque, pare di capire che il sindaco non sia stato invitato all’apertura della campagna elettorale di Colonnella. Venerdì sera infatti sia lui sia il coordinatore comunale del partito Felice Gregori risultavano assenti alla prima uscita ufficiale dell’ex presidente della Provincia di Ascoli Piceno e per questo motivo sono stati presi di mira dal colonnelliano Nazzareno Trevisani.

«Dov’è il partito?», si è infatti domandato polemico l’ex dirigente della Start. «Una volta i dirigenti erano partecipi quando i candidati venivano presentati agli elettori, ma stasera non vedo nessuno. Pietro, sei sicuro che il Pd sia con te? L’amministrazione comunale avrebbe dovuto dare il proprio contributo questa sera. Ma mi domando se abbia ancora interesse ad ascoltare i cittadini», ha affermato Trevisani. Un’assenza, quella della giunta comunale, comunque parzialmente smentita dai fatti, vista la presenza alla serata dell’assessore alla Cultura Margherita Sorge.
Al centro dei contrasti finisce poi la sede Pd di Via Balilla, secondo Trevisani non sfruttata nella maniera adeguata. «Sia un punto d’incontro democratico e a disposizione di tutti». Neanche troppo celato il riferimento allo stesso Perazzoli. Il messaggio pare essere giunto a destinazione, dato che l’indomani nella conferenza stampa di Perazzoli proprio in via Balilla l’ex sindaco ha tenuto a dire: «Non si parli di una occupazione militare di questa sede, voglio ricordare che il Pd fra San Benedetto e Porto d’Ascoli possiede altre due sedi».
In attesa di uno scontro sui programmi con il Popolo della Libertà, ancora clamorosamente privo di una “squadra” ufficiale e di un candidato governatore, nel Partito Democratico la vis polemica si esercita in questo dibattito interno.

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