ASCOLI PICENO – Le stanno provando di tutte per far sentire il proprio grido di rabbia verso una decisione, quella della Manuli di chiudere lo stabilimento e di licenziare 375 dipendenti, che reputano ingiusta e irrispettosa della dignità umana, e che rischia di lasciare senza stipendio centinaia di famiglie.

Stiamo parlando dei lavoratori della Manuli Rubber che, insieme a quelli di molte altre fabbriche della zona riuniti sotto il neo nato Coordinamento dei Lavoratori Piceni, manifesteranno sabato mattina il proprio malumore con un corteo che partirà dal piazzale dello stadio “Del Duca” poco dopo le ore 10, ora di ritrovo, per raggiungere Palazzo San Filippo, sede della Prefettura. Una manifestazione che verrà ufficialmente presentata martedì, con l’obiettivo di allargare la partecipazione ai precari di tutti i settori in difficoltà del nostro territorio. Probabilmente ci saranno anche gli studenti delle scuole superiori che per sabato stanno programmando uno sciopero.

Ma la cosa più eclatante potrebbe avvenire la prossima settimana con i lavoratori che minacciano di bloccare la linea ferroviaria Lecce- Milano all’altezza di Porto d’Ascoli.

Intanto però i sindacati confederali si organizzano indipendentemente, con un doppio corteo che partendo da Centobuchi e da Castel di Lama confluirà a Pagliare. Inizialmente questa decisione aveva creato diverse discussioni tra i sindacati confederali e i rappresentanti dei lavoratori, riuniti sotto il neo Coordinamento dei Lavoratori Piceni. Questi ultimi ritenevano più opportuno che la manifestazione avesse luogo davanti al Palazzo del Governo, con un impatto simbolico maggiore, mentre per i sindacati l’obiettivo era e rimane quello di coinvolgere tutta la vallata.

«Non vogliamo alimentare nessuna polemica con i sindacati confederali, perchè manifestiamo tutti per la stessa cosa – afferma Andrea Quaglietti del Sindacato dei Lavoratori – non sono manifestazioni alternative. Però per noi ha più senso far arrivare il corteo davanti al Palazzo simbolo del Governo perchè è a quello che vogliamo far sentire la nostra voce».

Non c’è polemica, ma senza dubbio siamo di fronte ad una situazione paradossale. Sarebbe stato molto meglio rimanere uniti e concentrare le forze in un unico corteo.
E un appello all’ unione arriva dalla sezione provinciale della Ugl, la quale conferma la partecipazione al corteo organizzato dai lavoratori.

«A Cgil, Cisl e Uil -afferma in una nota il sindacato – diciamo di privilegiare l’unità, aderendo, come noi della Ugl abbiamo già fatto, alla manifestazione simbolo dei lavoratori della Manuli».

«Abbiamo deciso – si legge ancora – di aderire alla richiesta dei lavoratori della Manuli di manifestare in Ascoli Piceno davanti al Palazzo del Governo, luogo simbolo per far sentire a Roma la drammaticità della crisi e l’attiva ed operativa speranza di tutto un territorio che rifiuta la rassegnazione e chiede al Governo atti immediati e straordinari capaci di dare una scossa significativa alla necessaria svolta economica.»

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 683 volte, 1 oggi)