SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Piove su San Benedetto in questa tristissima serata di venerdì 10 luglio, giorno nefasto quanto mai. E sulla Samb, pur se manca l’ufficialità dell’atto, il cielo è ancor più nero e buio di quello che si ammira sull’affranta città. La Samb sta per morire un’altra volta.
Giornata che si doveva aprire con l’incontro tra i Tormenti e Andrea Pecorelli, persona che con il calcio non ha avuto esperienze esaltanti (Viterbese e Latina) ma che s’era dichiarato pronto a concludere l’accordo con i fratelli di Martinsicuro. Se era capace di realizzare quanto pattuito vocalmente, è possibile dubitarne, fatto sta che tra lui e i Tormenti non vi è stato l’annunciato incontro. Pecorelli, come già scritto da Rivieraoggi.it, accusa i Tormenti di non essersi recati a Roma, mentre i Tormenti, che sarebbero stati accompagnati dall’avvocato Manfredi, avrebbero subodorato un eventuale bidone a causa delle incertezze di Pecorelli.
Insomma, l’affare, forse infattibile nella pratica, è abortito strada facendo.
L’avvocato Edoardo Chiacchio, esperto di questioni calcistiche (nel 2006 diede una grossa mano nel salvare la Samb fallita dopo la gestione Soldini), non si dà pace: «Un vero peccato non iscrivere una squadra per 700 mila euro: la C1 sarebbe stata garantita con le esclusioni di Pisa, Avellino e Venezia!»
Chiacchio ricorda che «sono stato contattato nella giornata di ieri sia dall’avvocato Manfredi che da Pecorelli, perché in giornata avrei dovuto presentare il ricorso alla Covisoc contro l’esclusione dal campionato di Seconda Divisione. Ero pronto per partire per Roma ma oggi nessuno si è fatto sentire. Sia chiaro, non mi addebito nessuna responsabilità personale per quanto accaduto: nessuno mi ha mai dato mandato effettivo per operare, come invece accaduto nel 2006, mentre ho avuto solo delle consultazioni informali con tre referenti diversi: prima Spina, poi Manfredi, infine Pecorelli».
Chiacchio parla esplicitamente: «Senza ricorso è finita. E anche se domani ci sarebbe tempo per presentare il ricorso, non c’è alcuna possibilità di salvezza se non vengono depositate anche i pagamenti degli stipendi con le liberatorie e le relative fidejussioni».
Non riusciamo a contattare l’avvocato Carlo Manfredi per avere maggiori informazioni a proposito della situazione, ma questo silenzio, confermato persino dall’assenza di un comunicato stampa, è sintomatico della situazione.
Il tempo per depositare tutti i documenti è alle ore 13 di domani, sabato 11 luglio, quindi il Consiglio Federale provvederà all’esclusione dei campionati il prossimo 14 luglio. E’ molto difficile fare cronaca sportiva (si fa per dire) in un momento così triste ed estraneo da quello che il calcio dovrebbe essere. Tempo per le analisi ci sarà. Adesso si scrive e si legge con le lacrime agli occhi e nel cuore, nella speranza di un miracolo fuori dalla logica (per fare le liberatorie non occorre che i giocatori firmino un documento: si possono versare dei bonifici nominativi e presentarli in Lega, e successivamente presentare le firme: ma sembra che nessuno abbia fatto tutto ciò).
Bisognerà a questo punto che le istituzioni cittadine, abbastanza molli in tutta questa vicenda, cerchino di fare una normale pressione per far ripartire la Samb dalla categoria più alta possibile, che potrebbe essere l’Eccellenza. La Fermana, nella stessa situazione della Samb, ripartì dalla Prima Categoria.
San Benedetto non può vivere senza la Samb.

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