SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giornata campale quella del 30 giugno, e non poteva essere altrimenti, per la storia della Samb. Due le notizie principali: la scarcerazione dei tre fratelli Tormenti (arrestati il giorno prima dell’annunciato passaggio di proprietà a Sergio Spina, liberato il giorno in cui la Samb rischiava di non iscriversi al campionato) e l’iscrizione al campionato di Seconda Divisione, con la possibilità di essere ripescata in Prima. Ma anziché pensare al campionato, è opportuno fare il punto sull’immediato presente: entro l’11 occorre pagare 600 mila euro di stipendi e contributi previdenziali e assistenziali, altrimenti si è punto e a capo, con la Samb sprofondata in Prima Categoria o nelle vicinanze.
Una conseguenza immediata e pratica di questa iscrizione potrebbe essere quella di costringere a desistere Sergio Spina dall’acquisizione del titolo sportivo del Centobuchi (Serie D) o del Grottammare (Eccellenza), come si era paventato nel caso la Samb fosse scomparsa già il 30 giugno. Investimento che tra l’altro ha una scadenza precisa, ovvero 6 luglio, cosa necessaria nell’eventualità di modificare colori sociali, nome e sede di gioco. L’operazione ha un suo costo, e portarla a termine sembra troppo rischioso visto che la Samb, attualmente, è nella vecchia C2 con qualche speranza di essere ripescata in C1.
Ma i Tormenti adesso possono vendere? I beni patrimoniali dei tre fratelli restano posti sotto sequestro, così hanno riferito i tre avvocati difensori Iadecola, Antonetti e Manfredi. L’iscrizione, adesso, e i 600 mila euro necessari, sono però essenzialmente di loro competenza. Come faranno (sembra che i 21 mila euro necessari per l’iscrizione siano stati ottenuti da una sorta di colletta di qualche parente un po’ più facoltoso)?
Non è escluso, ora, che se i Tormenti non riescano a vendere la squadra alla fine provvedano a pagare, in qualche modo, queste pendenze. Tuttavia, è concreto e reale il rischio di una cancellazione della Samb, cosa che rappresenterebbe un primo passo verso il fallimento, che coinvolgerebbe direttamente i Tormenti con effetti imprevedibili.
I Tormenti, ora più che mai, hanno un solo desiderio: vendere a chiunque si presenti e garantisca ciò che vogliono in merito alla Samb. Quindi ritornano in gioco Spina, Fiorentini, e quant’altri in questi giorni si sono almeno affacciati la situazione.
Sarà comunque dura, leggendo fra le righe il comunicato di Gianni Tormenti, in cui si è fatto riferimento ad una «situazione economica diversa da come è stata presentata». La logica dice che se lo volessero, a questo punto, Tormenti e Spina dovrebbero ripartire dalle strette di mano concordate in pubblico un paio di mesi fa.

Forse i Tormenti vorrebbero che i debiti bancari restassero per il 10% in capo alla Samb e per il 90% venissero da loro assunti (hanno fornito garanzie personali di cui 300 mila con titoli obbligazionari).
Saranno difficilissimi giorni.

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