SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Rebus Ballarin, il sindaco Giovanni Gaspari relaziona in Consiglio comunale, la sera del 29 dicembre, sugli ultimi sviluppi della vicenda.

La soluzione annunciata dal sindaco è quella della concessione del diritto di superficie al soggetto (probabilmente la Fondazione Carisap) che risulterà vincitore di un bando ad evidenza pubblica. Il terreno della zona dell’ex stadio rimarrà di proprietà pubblica, in modo da rispettare il vincolo di inalienabilità stabilito dalla Finanziaria del 2005 per i terreni che un ente pubblico acquista dal Demanio.

Ma l’opera architettonica che vi sorgerà per mezzo dell’iniziativa e dell’investimento di una società privata rimarrà di proprietà di quest’ultima.

LA FONDAZIONE
C’è Nella relazione (vedi testo integrale fra i documenti allegati) presentata al Consiglio comunale per fare un bilancio dopo le tormentate vicende di novembre, Gaspari lo ha detto chiaro e tondo: «Dai contatti con la Fondazione Carisap sappiamo che loro mantengono nel proprio piano pluriennale di interventi l’obiettivo di realizzare nel territorio di San Benedetto del Tronto un’opera di grande contenuto architettonico. Dunque non c’è stata una chiusura netta e definitiva della Fondazione all‘iniziativa, ma un’attesa a ricevere dal Comune di San Benedetto una risposta chiara e concreta alla proposta già annunciata, anche se questa è temporalmente decaduta per il decorso del termine del 30 novembre assegnato inizialmente».

Non essendoci state proposte alternative per la riqualificazione dell’area, ed escludendo a priori per scelta politica l’uso di project financing o Accordi di Programma con varianti al Prg, il Comune sceglierebbe di ripartire dalla proposta formulata ad aprile 2008 dalla Fondazione, aggiornandola per darle una veste giuridica inattaccabile.

AREA POLIFUNZIONALE La proposta di Gaspari al Consiglio ribadisce quanto già noto: sull’area “Ballarin“ l’intenzione è quella di costruire un impianto a destinazione polifunzionale per ospitare convegni, concerti, meeting point, spazi espositivi, mostre. Insomma, un Auditorium polifunzionale.

DIRITTO DI SUPERFICIE, QUESTO SCONOSCIUTO
Il diritto di superficie, istituto previsto dall’articolo 952 del codice civile, prevede che il proprietario di un suolo possa costituire il diritto di fare e di mantenere al di sopra del suo suolo una costruzione a favore di altri, i quali ne acquistano la proprietà.

Il Comune resterebbe perciò titolare della nuda proprietà dell’area e il promotore dell’intervento, ovvero molto probabilmente la Fondazione, acquisisce gratuitamente il diritto di costruire e di mantenere sulla medesima area la proprietà di un edificio.

La proposta fatta da Gaspari prevede una durata di 29 anni per questa concessione. Alla scadenza il diritto di superficie può essere prorogato oppure si estingue con acquisto dell’opera da parte del Comune. Interessante è anche l’altra alternativa che potrebbe essere posta al momento dell’eventuale proroga.

La Fondazione, infatti, potrebbe acquistare l’area su cui ha costruito, prevedendo fin da ora un corrispettivo proporzionale e commisurato alla cifra spesa dal Comune nel 2008 per l’acquisto del terreno dal Demanio statale, rivalutata in base agli indici Istat. Se ciò avvenisse, però, la Fondazione dovrebbe impegnarsi formalmente a mantenere la finalità pubblica dell’auditorium.

Altra previsione possibile è che una volta scaduto il termine di concessione, Comune e Fondazione costituiscano un soggetto giuridico cui conferire l’opera e l’area per la gestione dell’auditorium attraverso un terzo soggetto da individuare con le procedure ad evidenza pubblica

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