SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I consiglieri comunali di maggioranza e la vicenda Ballarin. Prevale un leit motiv fra i rappresentanti dei cittadini che saranno chiamati a votare sull’iniziativa Comune-Fondazione Carisap: «Non abbiamo elementi per avere un parere».
Se il sindaco Gaspari dà per acquisito il consenso politico della sua maggioranza noi, raccogliendo pareri rappresentativi dei vari partiti del centrosinistra, ci facciamo invece un’ìdea più complessa e variegata.

Il quadro d’insieme non appare univoco e sembra che non lo sarà nemmeno quando – e sarà questione di settimane – il Consiglio comunale sarà chiamato a dare una decisione e un indirizzo sulla vicenda. Visto che la Fondazione preme per avere una linea chiara il prima possibile, cosa comprensibile nel suo ruolo di investitore.
Il capogruppo del gruppo degli ex Ds in Consiglio comunale Silvano Evangelisti vede in maniera separata la cessione dell’area alla Fondazione e le caratteristiche di cosa vi sorgerà nel futuro: «Penso ciò che pensavo prima dell’insorgere dei problemi sulla donazione modale: si vada avanti sulla scelta di far intervenire la Fondazione, per poi dare input precisi una volta che si chiarisce il progetto architettonico. Prima della cessione definitiva bisognerà che ci si pronunci di nuovo sul progetto presentato. Nel Partito Democratico c’è consenso sul fatto di andare avanti, poi magari ci saranno idee diverse sul progetto».
Fra le fila del Pd interpelliamo anche Nazzareno Menzietti, ex Margherita, che ci dice: «Dobbiamo ancora affrontare il tema anche alla luce delle nuove condizioni che si sono determinate. Devo ancora valutare, ma prima ci deve essere una proposta».
Il consigliere Palma Del Zompo, appena confluita nell’Italia dei Valori, è sulla stessa linea: «Non ho elementi per esprimere un parere, attendo di verificare i contorni della questione anche alla luce delle novità intervenute».
Fra i socialisti, il consigliere Mario Narcisi è d’accordo sull’investimento di un ente esterno al Comune ma chiede che il Consiglio comunale possa dare un indirizzo al progetto: «Noi pensiamo a una struttura pubblica che, trovandosi all’entrata della città, preveda zone di accoglienza e di sosta, che sia a servizio del porto, congrua anche con lo sviluppo della diportistica».
Anche Andrea Marinucci dei Verdi attende chiarimenti e in un commento a un articolo di Sambenedettoggi.it dice: «Con dieci milioni di euro si potrebbe spostare la sottostazione di via Piemonte in collina ed eliminare i tralicci di via Bianchi ed avanzerebbero ancora 3,5 milioni di euro».
RC E IL PRIMATO DELLA POLITICA Come prevedibile per le posizioni espresse nei mesi scorsi, Daniele Primavera di Rifondazione Comunista non lesina critiche: «Senza nulla togliere alla Fondazione, di solito sono enti come questo che donano al Comune, non l’inverso. Bisogna rivendicare il primato della politica, non ci stiamo a ratificare e basta un progetto fatto da altri. Non sarebbe pensabile, sulla pianificazione siamo noi consiglieri i responsabili: se così non fosse perché votare un Prg? Basterebbe dare un incarico a un consulente e basta. Nessuna carta bianca – aggiunge Primavera – non entreremo nelle specifiche estetiche del progetto ma in quelle funzionali sì. Ci deve essere un ritorno pubblico sufficiente a giustificare una donazione. E non si dica che basta ascoltare un comitato di quartiere, su una questione così serve un vero ascolto di tutta la città».

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