SPINETOLI – In appena un mese e mezzo la Provincia di Ascoli è riuscita a riparare i danni del ponte che attraversa il Tronto nel comune di Spinetoli e che per questo era stato chiuso al traffico. La riapertura dell’infrastruttura è in programma domani, giovedì 1° marzo, alle ore 9,30. Saranno presenti alla semplice cerimonia i presidenti delle due Province di Ascoli e Teramo, Massimo Rossi ed Ernino D’Agostino, e i sindaci dei Comuni collegati dal ponte, Controguerra in Abruzzo e Spinetoli nelle Marche.

Era il 16 gennaio scorso quanto il sindaco di Spinetoli Angelo Canala, su proposta del Servizio Interventi sismici, idraulici e di elettricità – Protezione Civile della provincia di Ascoli Piceno, dispose la chiusura al traffico a tempo indeterminato della strada di accesso al ponte. Dai rilievi tecnici era infatti emerso che, a seguito degli eventi di piena del 2005, il ponte aveva subito lo scalzamento delle quattro pile più vicine alla sponda abruzzese. Le erosioni del fondo dell’alveo del fiume (provocate principalmente dalla rottura di una traversa posta a circa 100 metri a valle del ponte che aveva la funzione di rallentare la velocità dell’acqua) avevano danneggiato i blocchi su cui poggiavano le pile del ponte che, per giunta, cadendo avevano tranciato alcuni pali di un intervento di consolidamento svolto in passato. 

La Provincia di Ascoli non perse tempo: in poche ore il presidente Rossi convocò una conferenza dei servizi con tutti i soggetti interessati (Province di Ascoli e Teramo, comuni di Spinetoli e Controguerra, Regione Marche e Abruzzo, Autorità di Bacino) al termine della quale fu deciso un intervento di somma urgenza. L’incarico fu affidato al servizio Genio civile della Provincia che in breve predispose un progetto di restauro con la consulenza tecnica del prof. Dezi dell’università di Ancona e del geologo Marucci per un importo complessivo di circa 550.00 euro.

I lavori, affidati con la procedura della somma urgenza all’impresa Beani di Comunanza che stava effettuando lavori di sistemazione del fiume poche centinaia di metri a monte, sono consistiti, come si legge nella relazione tecnica dell’ing. Stefano Babini, dirigente del Servizio genio civile, in “una nuova cinturazione delle fondazioni delle pile mediante palancolati, armature di acciaio cerchianti e getto di calcestruzzo Rck 300 con fluidificanti, in modo da recuperare la funzione statica delle pile riattribuendo ai pali l’originaria funzione”.

«Questa vicenda dimostra che la Pubblica amministrazione, quando c’è la forte volontà di tutti, riesce a fare le cose rapidamente e bene – spiega il presidente della Provincia Massimo Rossi – quando convocammo, poche ore dopo la chiusura del ponte, la conferenza dei servizi avevamo la consapevolezza che non c’era immediata disponibilità di fondi. Ma d’altronde non si poteva ignorare la chiusura di un’infrastruttura essenziale per quel territorio, senza considerare il fatto che,  in assenza di provvedimenti, c’era la concreta possibilità di un aggravamento del danno e quindi degli oneri per le casse pubbliche».

«Quanto alla parte economica – conclude Rossi – abbiamo ottenuto dall’assessore regionale ai lavori pubblici Carrabs l’impegno formale a coprire  la metà dell’importo dell’intervento, cioè quanto di competenza della Provincia di Ascoli, con i fondi della legge 183/89 sul dissesto idrogeologico che la Finanziaria 2007 ha assegnato alle Regioni e che dovranno essere ripartiti tra le province marchigiane».

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