SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Marcello Tormenti, uno dei tre fratelli proprietari della Samb, è stato condannato a sei mesi di reclusione, con la condizionale, per violazione della legge sulla privacy: la pena è stata comunque sospesa ma Tormenti dovrà pagare le spese processuali. Il giudice Giuliana Filippello ha così deliberato in relazione ad una vicenda che ha coinvolto un cittadino sambenedettese, Donato Coccia, dal 1999 al 2002.
Coccia, a sua insaputa, si era visto intestare un numero elevato di schede telefoniche dopo aver acquisito, in uno dei punti vendita gestiti dalla famiglia Tormenti, una scheda Gsm. Il malcapitato però, dopo poche settimane dall’acquisto della scheda, si vedeva perquisito dalle forze dell’ordine poiché alla sua scheda risultava intestata ad un personaggio coinvolto in giri malavitosi. Da lì lo stupore di Coccia e la sua denuncia.

Tormenti è stato ad ogni modo assolto dall’accusa di falso e truffa, mentre la richiesta di risarcimento di 75 mila euro inoltrata dall’avvocato di parte civile di Coccia, Simone Ferraiolo, dovrà essere quantificato in sede civile (anche se la Filippello ha riconosciuto l’esistenza del danno).

Enrico Pompei, avvocato di Tormenti, ricorrerà in appello nei confronti di questa decisione perché, a sua detta, Marcello Tormenti, all’epoca dei fatti, era sì il legale rappresentante della Navigo.it ma non ha mai compiuto queste operazioni. I reati contestati, ad ogni modo, non riguardano in alcun modo l’operazione di acquisto e gestione della Sambenedettese Calcio

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