GENOVA – I balconi delle abitazioni attorno allo stadio Luigi Ferraris vestiti di rossoblu. La gente, in marcia come tanti fedeli verso la propria cattedrale, col Grifone tatuato sulla pelle e che fa bella mostra di sé su vestiti e cappelli. I 17.000 dello stadio Marassi, a scandire, all’unisono, l’inno ufficiale del Genoa Football and Cricket. E ancora: la bolgia della Gradinata Nord, il tifo degli Ultras Samb. Infine: gli applausi a loro rivolti, da parte del pubblico di fede genoana.
Istantanee, frammenti, cose da ricordare nel mezzo di un tipico pomeriggio all’ombra della Lanterna.
Uno spettacolo lo stadio genovese interamente colorato di rossoblu. Affascinante come la descrivono da sempre gli amanti del tifo, la Gradinata Nord. Un urlo lungo 90 minuti – pochissime le pause – un mare di colori, con i bandieroni rossoblu vera e propria anima del settore guidato da Ottavio Barbieri, Vecchi Orsi e Brigata Speloncia. La rabbia convogliata nei confronti del Palazzo del calcio – cori anti-Carraro, unitamente a un paio di messaggi su carta nel settore distinti – e, fatto degli ultimi giorni, contro la decisione della Commissione Disciplinare di togliere al club di Enrico Preziosi altri tre punti, dopo l’identica (nella misura) penalizzazione comminata in estate.
I 500 sostenitori rivieraschi , presenti con loro una delegazione di ultras del Montpellier della Butte Paillade 1991, si godono invece un palcoscenico finalmente all’altezza del valore e del prestigio di cui sono indiscussi titolari: entrano un’ora prima all’interno del settore loro riservato – in precedenza il Nucleo omaggia la sorta di monumento adagiato ai piedi della Nord, in onore di Vincenzo Spagnolo, con un mazzo di fiori rigorosamente rossoblu (esporranno peraltro, a pochi minuti dall’inizio della partita, lo striscione “Hasta sempre Spagna?) – e cominciano subito a cantare a squarciagola.
Lo stadio intanto si riempie e gli sguardi, oltre che indirizzarsi verso il brulicante settore ospiti – “gente di mare come noi?, si sentirà dire, al di fuori dell’impianto ligure, da ambo le parti – si adagia su un pezzo di storia della Gradinata Nord, vale a dire quel “Forza Vecchio Cuore Rossoblu? che nella Genova genoana ne ha viste di tutti i colori dacché il calcio ha deciso di abitare anche la nostra penisola, sul finire dell’Ottocento.
Ottavio Barbieri e compagnia nel corso della gara di daranno un gran daffare, rendendosi protagonisti di un tifo assolutamente sprecato per la categoria (venendo qui a Genova ci si dimentica sin da principio che il Grifone alberga in terza serie), coinvolgendo spesso l’intero Luigi Ferraris, caldissimo nell’accompagnare le azioni offensive dei calciatori di casa e nell’incutere timore agli avversari e all’arbitro – Marassi non ricorda gli ambienti d’oltremanica solo per la sua conformazione, ma anche per il clima di estrema partecipazione che sa creare – con una predilezione per la Sud, guidata dai Crazy Clan, i quali danno vita ad un efficace botta-risposta con la dirimpettaia Gradinata nel mentre in cui la stessa intona cori spezzati.
Unico appunto agli ultras locali: la sciarpata, motivo sperimentato in almeno due circostanze, ma mai eseguito con la necessaria coesione. Semplice particolare, in ogni caso.
Il doulby surround genoano viene contrastato degnamente dai sostenitori marchigiani che, coloratissimi (bandieroni, stendardi e bandierine), espongono in vetrata l’immancabile ‘Cioffi vive’, unitamente alla ‘pezza’ dedicata al leader dell’Onda d’Urto, diffidato proprio la settimana appena trascorsa (“Giorgio con noi?). A lui verrà dedicato anche la scritta “3 anni sono una vita…ma la lotta non sarà finita!?.
Non è facile per Onda e soci tenere testa ad una Nord quest’oggi (ieri per chi legge, ndr) trasbordante – primo tempo per tre quarti eccellente, ripresa in crescendo, dopo il gol in apertura che spezza l’equilibrio – eppure i marchigiani riescono a farsi notare e a riscuotere consensi, sostenendo la Samb con continuità e sfruttando al meglio le rare pause che i padroni di casa si concedono.
Il piglio leonino che la Gradinata Nord infonde agli uomini di Vavassori – momenti di autentica bolgia nel corso dei 90 minuti – non scoraggia il settore ospiti che destano una grossa impressione nell’esecuzione di almeno due fittissime sciarpate, una delle quali proprio dopo il fischio di chiusura dell’arbitro.
Scemati, per un attimo, i festeggiamenti in casa genoana, gli Ultras Samb levano le sciarpe al cielo e, accompagnati dagli applausi di gran parte del Ferraris (specie la Sud, che si unirà al “Chi non salta ascolano è? e ad alcuni slogan contro la repressione), intonano l’inno della sambenedettesità Nuttate de lune. Pelle d’oca per chi ha la Samb nel cuore.

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