SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Chi come loro (li vedete nella foto) – redazione sportiva di www.sbtoggi.it compresa – ha scelto il treno per sobbarcarsi i 600 chilometri (1.200 tra andata e ritorno) che dividono San Benedetto da Genova, al termine della lunga, estenuante giornata trascorsa ‘appiccicati’ sui corridoi di un Espresso, di un Regionale o di un Intercity, avrà quantomeno maledetto la decisione di affidarsi a Trenitalia per vivere l’ennesima domenica a fianco della beneamata Samb.
Noi, come loro – e come tanti altri tifosi e, soprattutto, come una massa indistinta di gente ‘qualunque’, diretta nella sede universitaria di appartenenza, nel posto di lavoro, oppure di ritorno a casa – siamo rimasti esterrefatti dal trattamento che Trenitalia, che si apprestava a vivere lo sciopero indetto per la giornata odierna, ci ha riservato: vagoni pieni all’inverosimile, ritardi macroscopici, treni soppressi o addirittura in partenza senza che nessuno se ne accorgesse – è successo a Piacenza! – personale di servizio, controllori in primis, irrintracciabili (che senso ha, del resto, controllare il biglietto a persone che stanno viaggiando come delle bestie?!).
Parlando con chi si serve del treno quotidianamente, è venuto fuori che la situazione sta peggiorando di anno in anno. Un quadro insomma assai desolante, a dispetto dell’immagine che Trenitalia tenta di comunicare attraverso spot pubblicitari a dir poco menzogneri. Le scene che ieri abbiamo visto, coi nostri occhi, e che abbiamo documentato con delle foto, si commentano insomma da sole: allo stato attuale le Ferrovie italiane paiono letteralmente abbandonate a se stesse, vittima di disorganizzazione e pressappochismo.
Un rimborso – poterne beneficiare non è, come può sembrare, la cosa più scontata di questo mondo – non può e non deve lenire la rabbia di persone che, pagando regolarmente, si sono viste corrispondere un ‘servizio’ molto al di sotto della soglia della decenza.
E meno male che, nel nostro caso, di ritorno dal capoluogo ligure abbiamo avuto la fortuna di incontrare tre ragazzi del Nucleo della Samb, assidui frequentatori della curva rossoblu, che per la sfida del Luigi Ferraris hanno deciso di muoversi autonomamente, con un giorno d’anticipo. Tra una risata e qualche aneddoto colorato di rossoblu – a proposito: i ragazzi ci hanno notiziato della bella accoglienza ricevuta da parte dei tifosi genoani – il tempo è passato, nonostante il sonno e la stanchezza.
Siamo disposti a pubblicare le rimostranze di chi, inviandoci e-mail e quant’altro, vorranno denunciare le condizioni in cui gli italiani sono, a sentire la gente il più delle volte, costretti a viaggiare. Scrivete pure a michelenatalini@libero.it oppure a pp.flammini@sambenedettoggi.it.
Presto apriremo un’inchiesta per verificare anche le strane disfunzioni causate alle tratte marchigiane grazie agli orari “senza coincidenze” di Trenitalia. E vi raccomandiamo: scriveteci se siete vittima di disagi.

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