‘La Riviera delle Palme non fa più parte delle Marche’. Il Piceno, forse
Sul Corriere della sera di oggi, venerdì 7 ottobre 2011, c’è un inserto dedicato alle Marche che consacra ufficialmente che la sua cosiddetta “parte sporca” è ora inesistente o addirittura invisibile
Corriere della sera. Sono esterrefatto e “nauseato” per cui ci spreco pochissimo tempo. Oggi sullo storico quotidiano milanese Il Corriere della sera (centinaia di migliaia di copie in tutta Italia e anche all’estero) è stato inserito l’inserto (vedi foto) di ben 48 pagine, formato cm 33,5 x 64, Italie (con la “e” finale) Marche (l’economia-la cultura-i protagonisti è il sottotitolo).
In tutto l’inserto, a parte alcune pagine pubblicitarie, la parola San Benedetto del Tronto (ma anche Ascoli pochissimo) viene nominata una sola volta e, indovinate da chi? Dal nostro cugino ascolano e regista famoso Giuseppe Piccioni che ringraziamo. Dice in un’intervista “L’Adriatico mi sembrava il mare più bello del mondo. San Benedetto del Tronto la nostra sponda esotica“. Tutto qui e magari per caso. Da notare il “sembrava” con cui il regista si è espresso; sicuramente senza malizia perché la frase riguardava i suoi ricordi di quanto era ragazzo.
Un verbo ‘all’imperfetto’ che invece diventa oggi una specie di profezia, visto anche che ormai gli stessi cittadini rivieraschi, per esempio, si definiscono la “città degli ex”. Stessa sorte per il Piceno, per il quale esiste una foto di Piazza del popolo che il giornale, nella didascalia, definisce ‘sorprendente’. Un aggettivo che a me personalmente non piace ma che è giusto, vista la visibilità che siamo riusciti a dare ad un capolavoro della storia. Se si farà il brand Piceno credo che la parola “sorpresa” non avrebbe più senso accostata ad una delle piazze più belle del mondo.
Chi colpevolizzo? Nessuno, anche se credo che non sia bello che gli acquirenti del Corriere della sera che vengono in vacanza nel Piceno, sfogliando l’inserto alla ricerca di un posto delle Marche che conoscono, non trovano una riga sulla Riviera da sempre regina del turismo marchigiano. Penseranno che non è più così. Spacca deve protestare (non lo farà), il presidente della provincia Celani, i sindaci Gaspari e Castelli devono protestare perché si è data un’immagine distorta dell’economia (o è vero allora che la pesca, l’ortofrutticolo, il turismo sono solo un ricordo?), della cultura (vero in parte), dei protagonisti (il grottammarese Pericle Fazzini che è scomparso ma “è sua la Resurrezione nella sala Nervi in Vaticano” , Orlando Marconi il “re internazionale del freddo”, le olive ascolane) della loro regione. C’è Della Valle ma lui ormai è… fiorentino.
Per la rabbia mi sono dilungato troppo ma non posso fare a meno di aggiungere che, se nessuno protesta (a parte noi), si vede che è giusto così. L’unico dubbio (che comunque non giustifica nulla) è che siano state prima trovate le pagine pubblicitarie poi tutto il resto. Più giusto il contrario. Ma ho troppo rispetto per il giornale milanese nato nel 1876 per poterci credere.


Sono sbalordito anche io ma non mi sorprende in quanto non è la prima volta che la realtà del Piceno subisce questo tipo di trattamento ed ho potuto frequentemente constatarlo soprattutto allorché la regione si presenta sui mercati esteri.
Nel caso specifico è certo da censurare il grave deficit di informazione da parte del giornale ma so per esperienza che questi inserti vengono ampiamente coperti economicamente da parte degli inserzionisti e da parte dell’ente pubblico competente che ne è spesso il committente.
“da parte dell’ente pubblico competente che ne è spesso il committente“, bella questa, probabilmente vera ma gravissima se Celani, Castelli e Gaspari (per par condicio pare che non parli più di niente con i giornalisti!) restano muti.
Direttore,
credo di averlo già scritto su questo giornale.
Lo scorso giugno o luglio in via Dante a Milano c’era un banchetto della Regione Marche. Non so bene da chi fosse organizzato, avevano brochure di tutta la regione, di ogni provincia…ma NULLA della provincia di Ascoli Piceno, NULLA di San Benedetto del Tronto. NULLA!
Per questo continuo a dire che Gaspari dovrebbe incatenarsi ai cancelli della Regione. Fossi sindaco lo farei. La nostra esistenza dobbiamo gridarla in questo modo, visto che i sambenedettesi hanno eletto rappresentanti fantasmi.
Tra l’estremismo dell’incatenarsi e un assordante silenzio c’è tanto spazio per fare qualcosa in funzione della carica che ricoprono Celani, Castelli e appunto Gaspari. Grazie per il contributo.
Io non ho parole per definire il materiale informativo della regione alla fiera di Rimini, ed il suo microstand sovrastato da 3 foto: Dustin Hoffman e la collina, altra collina, foto della riviera del Conero… Per non parlare delle solite DIFFERENZE sia per quanto riguarda le foto sia per quanto riguarda le informazioni e su come veniamo liquidati in due righe… In una foto ci sono le palme, un pezzo di balaustra, la foce dell’Albula e un po’ di sabbia… In un’altra foto una palma occupa metà spazio, altre nascondono la sabbia e però emergono un paio di ombrelloni multicolor della spiaggia libera. Poi c’è una vela che occupa 3/4 di foto (ripresa dalla spiaggia eh)..In un video ho visto due rocce del molo sud col mare dietro e basta…. ma non si vede niente altro… Mentre per Numana, Sirolo ecc ci sono COSTOSE riprese dall’altro, con il bel mare, la spiaggia con gli ombrelloni ordinati, il Conero ecc…. La foto della vela c’è anche per la riviera del Conero, ma SCATTATA DAL MARE. Grottammare? Uno scorcio notturno in cui si vede una chiesa del paese alto in primo piano. Ovviamente quelle poche risorse (visto il misero stand e le ancora più misere pubblicazioni) investite, dove vengono dirottate? Appena ho qualche minuto butto giù uno studio dettagliato su questa campagna “Infinito Marche”….
Aspettando il suo contributo, proporrei ai cittadini del Piceno di preparare una bella rivoluzione pacifica ma molto evidente visto che i nostri rappresentanti politici (dai deputati Agostini e Ciccanti, da Perazzoli e Canzian in Regione, da Celani, Gabrielli, Piunti ed altri in Provincia a tutti i sindaci piceni, Castelli e Gaspari in primis) stanno facendo finta di niente. Fino a prova contraria.
Non ho mai creduto che una promozione efficace la si potesse misurare sulla base degli ingrandimenti fotografici presenti in uno stand ed eviterei questo criterio di valutazione anche perché sarebbe oggettivamente impossibile dare visibilità a tutte le realtà.
Questo è tanto più vero in occasione di fiere professionali con buyers più attenti alla credibilità degli interlocutori dell’offerta ed alla qualità del prodotto che non a foto o video o allestimenti variamente suggestivi.
Come elemento di mera informazione e non per tenere viva la polemica segnalo che l’itinerario per l’educational tour di 16 buyers stranieri di vari paesi europei ed americani previsto a conclusione della fiera riguarderà la sola provincia di Ancona.
Posto che non è immaginabile infliggere agli ospiti, come spesso è stato fatto in passato, un tour attraverso l’intera regione, sarebbe forse opportuno che chi di dovere rappresentasse, per future analoghe occasioni, l’interesse del territorio del Piceno ad essere meglio conosciuto anche sui mercati esteri.
Un bel carico da undici. Che rabbia.
Io ho espresso solo il mio disappunto sul fatto che nelle pubblicazioni della regione non siamo presenti se non in maniera sbrigativa e con foto oggettivamente brutte e non rappresentative della realtà della nostra provincia o zona. Le pubblicazioni immagino siano le stesse portate nelle altre fiere aperte al pubblico e presenti negli uffici di informazione e assistenza turistica (finanziate coi soldi dei contribuenti… o no?). Ieri pomeriggio lo stand era deserto (è anche vero che era giovedì), quanto alla credibilità degli interlocutori mi riservo di avere un’opinione nel momento in cui avrò l’occasione di saggiarla. Avevo detto in precedenza che avrei fatto,per quanto possibile, il giro delle fiere, il mio era un semplice report “esterno”. Non sarà possibile dare visibilità a tutte le realtà, ma se non vengono in qualche modo presentate come possono essere promosse? Un operatore che passa per i vari stand e preleva del materiale informativo, che idea, superficiale certo, può farsi? Se poi gli operatori che prendono in affitto il tavolino e le sedie intorno allo stand lavorano bene (magari con materiale autofinanziato), tanto di guadagnato! Quello che non è giusto è che la regione, coi soldi di tutti, privilegi soltanto alcune località.
Prima di tutto vorrei dire mi dispiace per il Corriere ed i suoi lettori che si perderanno un Paradiso terrestre come San Benedetto. Poi pero’ mi piacerebbe anche dire che se gli anconetani spadroneggiano ed i media ci ignorano la colpa sara’ sicuramente anche nostra e dei nostri rappresentanti locali. Bisogna prendere l’iniziativa e fare cose importanti. La visibilita’ uno se la guadagna anche con il lavoro e con i risultati non solo comprandola con spazi pubblicitari. Noi sambenedettesi dovremmo eleggere personaggi piu’ qualificati e capaci, non i soliti funzionari di partiti che nemmeno esistono piu’ (a buon intenditore…). Rileggetevi le polemiche da barbieria dei giorni scorsi tra i membri della maggioranza e ditemi se con questa roba i Media ci possono prendere in considerazione. Guardate chi abbiamo mandato alla regione l’ultima volta e ditemi se Spacca ci puo’ davvero prendere in considerazione. Non vorrei offendere nessuno, ma ci meritiamo quello che ci capita.
SIgnori, è da anni che è così!!!! A noi le varie casse di colmata e ai conterranei del Governatore il cash!!!! C’è anche da dire che dal 2008 Senigallia fa molto più turismo di noi…. pertanto tocca a noi svegliarsi. Per iniziare consiglio alla Sorge di fare irruzione negli uffici dell’assessore Moroder di Palazzo Raffaello e far valere le posizioni della Riviera facendo capire l’enorme danno causato dal loro malizioso campanilismo!
un motivo in piu’ per il benedetto brand piceno.
tutti i comuni si rimboccassero le maniche attorno ad un tavolo
e per una volta vediamo di proiettarci verso il domani senza ancore nel passato……
Caro Taffoni,
Il colmo è che in questa nostra Italia, non solo nella nostra provincia, anche se una scelta (nel nostro caso il brand Piceno) non trova pareri contrari non viene egualmente presa in considerazione perché creerebbe qualche “problemino” ai responsabili della nostra politica che, però, pubblicamente, sono ipocriti perché riconoscono che la scelta è giusta ma in pratica fanno finta di niente e tifano a ffinchè la cosa buona non si realizzi.
si un po’ come i comuni d’italia che usano programmi per il computer a pagando le licenze anche se esistono programmi open source gratis……..
si potrebbero risparmiare miliardi di euro per tutti i comuni italiani………
signor sindaco perche’ non comincia lei ????