SAN BENEDETTO – In vista della seduta del Consiglio comunale prevista per sabato 26 settembre, il consigliere del Movimento 5 Stelle, Tony Alfonsi, torna a sollecitare l’assise cittadina affinché esprima una posizione chiara sulla mozione da lui presentata per il riconoscimento di San Benedetto del Tronto quale Comune concapoluogo.
L’approvazione del documento si porrebbe in piena continuità con la mozione già votata all’unanimità nel 2020 sotto la precedente amministrazione. In mancanza di azioni concrete a seguito degli impegni assunti il 23 ottobre 2020 dall’allora sindaco Piunti, dalla giunta e dall’intero consiglio, l’esponente pentastellato ritiene giunto il momento di condividere e attuare la proposta per una “provincia unica Ascoli Piceno – San Benedetto del Tronto”.
Alfonsi sottolinea come, nonostante quattro anni di governo a guida Meloni in cui la cosiddetta “filiera” istituzionale (San Benedetto, Ascoli, Regione Marche e Roma) avrebbe potuto attivarsi grazie ai numerosi esponenti eletti in maggioranza e al governo, nulla si sia ancora mosso. L’imminente voto in aula rappresenta quindi l’opportunità per iniziare a mantenere la parola data, considerando che nel frattempo è stata presentata alla Camera dei deputati una proposta di legge, la n. 2844 a firma dell’onorevole Giorgio Fede, che propone il riconoscimento di concapoluogo a San Benedetto del Tronto.
L’atto appare ancora più urgente e necessario alla luce dei recenti dati demografici: San Benedetto ha ormai consolidato il sorpasso su Ascoli Piceno, contando circa 47.000 abitanti contro i poco più di 45.000 del capoluogo piceno. La città della Riviera rappresenta l’unica realtà provinciale in costante crescita all’interno di un territorio che registra un calo complessivo, sceso sotto la soglia dei 200.000 residenti.
«San Benedetto svolge da tempo funzioni e servizi di area vasta per un bacino d’utenza ben più ampio della sola popolazione residente, sostenendone i relativi oneri», dichiara Tony Alfonsi. «Ottenere lo status di concapoluogo e sostenere la Proposta di Legge N. 2844 dell’onorevole Fede — l’unica attualmente presente in Parlamento con questo obiettivo — permetterebbe di superare una sperequazione finanziaria che ci esclude da importanti risorse pubbliche. Diventare concapoluogo non toglie nulla a nessuno, ma rappresenta una risorsa strategica e un grande vantaggio per lo sviluppo dell’intero territorio. Per questo mi auguro che il Consiglio si esprima all’unanimità».
La seduta di sabato rappresenterà dunque il banco di prova per verificare la reale volontà politica di sostenere questo percorso nell’interesse della comunità sambenedettese e di tutta la provincia.
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