SAN BENEDETTO – Il Consiglio comunale è chiamato a discutere una mozione presentata dal consigliere del Movimento 5 Stelle Antonio Sante Alfonsi, con cui si chiede al sindaco e alla Giunta di sostenere il percorso legislativo finalizzato al riconoscimento di San Benedetto del Tronto come Comune co-capoluogo di provincia.
Secondo Alfonsi, il dibattito rappresenta un banco di prova per tutte le forze politiche. «Il Consiglio comunale avrà l’occasione di passare dalle parole ai fatti. Nel dibattito elettorale tutti dicevano di ritenere che San Benedetto meritasse il ruolo di co-capoluogo e oggi avremo modo di verificare la reale volontà», afferma il consigliere, che richiama anche il ruolo dei parlamentari del territorio nel sostenere la proposta di legge presentata dall’onorevole Giorgio Fede.
La mozione impegna l’Amministrazione comunale a esprimere un parere favorevole, auspicabilmente all’unanimità, e ad attivarsi nelle sedi istituzionali competenti per favorire l’approvazione della normativa.
Nel documento si sottolinea come San Benedetto del Tronto, con circa 47 mila abitanti, svolga da tempo funzioni che vanno oltre i propri confini amministrativi, rappresentando un punto di riferimento economico, turistico, sociale e infrastrutturale per un’ampia parte del territorio provinciale.
«A questo ruolo – sostiene Alfonsi – non corrisponde ancora un adeguato riconoscimento istituzionale e finanziario». Secondo il consigliere, la città sostiene oneri legati ai servizi, alla sanità, alle infrastrutture e all’urbanistica per un bacino di utenza ben più ampio della popolazione residente, determinando una situazione di disparità rispetto ai capoluoghi di provincia.
La mozione richiama la proposta di legge A.C. 2844, depositata alla Camera il 13 marzo 2026 dall’onorevole Giorgio Fede. Il testo prevede il riconoscimento dello status di co-capoluogo ai Comuni che, secondo i dati ufficiali Istat, abbiano una popolazione superiore a quella del capoluogo provinciale, consentendo loro di partecipare ai bandi e agli avvisi pubblici alle stesse condizioni dei capoluoghi.
Tra gli impegni richiesti all’Amministrazione figurano anche l’attivazione di interlocuzioni con la Regione Marche, il Parlamento e il Governo, oltre all’obbligo di riferire periodicamente al Consiglio comunale sull’avanzamento dell’iter legislativo e sulle iniziative intraprese.
«Non è una battaglia di campanile – conclude Alfonsi – ma una richiesta di equità. Riconoscere San Benedetto come co-capoluogo significa consentirle di accedere alle risorse necessarie per rispondere in modo più efficace ai bisogni dei cittadini, delle imprese e dell’intero territorio».

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