ASCOLI – Non un fermo organizzato, ma camion costretti a rimanere nei piazzali perché le imprese non hanno più la liquidità necessaria per acquistare il gasolio. È l’allarme lanciato da CNA Fita e rilanciato sul territorio da CNA Ascoli Piceno.

L’associazione riconosce gli interventi adottati dal Governo, tra crediti d’imposta e riduzione delle accise, ma li ritiene insufficienti di fronte all’aumento dei prezzi dell’energia e dei costi operativi sostenuti dalle aziende di autotrasporto.

Per evitare che la crisi diventi irreversibile, CNA propone un “patto sociale sui carburanti”: un insieme di misure immediate e strutturali rivolte soprattutto alle piccole e medie imprese, con l’obiettivo di distribuire in maniera più equilibrata i maggiori costi lungo la filiera e contrastare eventuali fenomeni speculativi.

Tra le richieste figura l’applicazione obbligatoria del “fuel surcharge”, il meccanismo che adegua il costo del trasporto alle variazioni del prezzo del carburante. CNA chiede un sistema pubblico e trasparente di calcolo, accompagnato da sanzioni nei confronti di chi pretende ristorni indebiti.

L’associazione sollecita inoltre risorse straordinarie per garantire liquidità a tutte le imprese, senza distinzioni basate sulla massa dei veicoli, insieme alla semplificazione e all’accelerazione dei crediti d’imposta.

Tra le altre proposte ci sono l’aggiornamento dei valori indicativi di riferimento, con l’indicazione dell’incidenza del carburante e l’inclusione dei costi dei noli marittimi, e un piano nazionale per aumentare la sicurezza nelle aree di sosta e nei parcheggi autostradali, contrastando i furti di gasolio.

CNA chiede infine al Governo di intervenire in sede europea per ottenere deroghe temporanee sui livelli minimi di tassazione, sterilizzare l’Iva applicata alle accise e ridurre la soglia minima prevista per il gasolio commerciale.

“La proclamazione di un fermo resta sempre l’extrema ratio. Il rischio concreto, tuttavia, è che i camion si fermino perché le imprese non hanno più le risorse per fare rifornimento”, sottolinea CNA Ascoli Piceno .

“Il rincaro del gasolio ha comportato a livello nazionale un aumento dei costi del 20,4% rispetto al 2025 – affermano la presidente di CNA Ascoli Piceno Arianna Trillini e il direttore Francesco Balloni –. Anche l’impennata dei prezzi per le famiglie, stimata mediamente in 35 euro in più per ogni pieno, riduce ulteriormente il potere d’acquisto e frena inevitabilmente tutta l’economia. Per l’autotrasporto, in particolare, gli aumenti continui dei costi operativi richiedono interventi urgenti”.