Confimprenditori chiede al Governo di introdurre un tetto al prezzo dei carburanti pari a 1,90 euro al litro per la benzina e 1,95 euro per il diesel. La proposta arriva dal presidente dell’associazione, Stefano Ruvolo, che critica il ricorso a interventi temporanei e annuncia una mobilitazione per la prossima settimana.

“Siamo oggettivamente stanchi di queste continue e inutili proroghe che non risolvono i problemi, ma servono soltanto a prendere tempo”, dichiara Ruvolo.

Secondo il presidente di Confimprenditori, l’aumento del prezzo del petrolio, insieme all’inflazione e al costo del credito, sta aggravando le difficoltà delle aziende. L’associazione afferma di rappresentare 370 mila imprese e chiede provvedimenti strutturali in grado di ridurre l’incertezza.

La proposta avanzata prende come riferimento lo “scontone Eni” del 2012, quando una campagna commerciale della compagnia contribuì a innescare una riduzione dei prezzi dei carburanti anche presso gli altri operatori.

Per Confimprenditori, un’iniziativa analoga potrebbe essere affiancata da interventi pubblici, tra cui il taglio delle accise e l’impiego del meccanismo delle accise mobili.

“L’utilizzo congiunto di queste due leve renderebbe concretamente raggiungibile il nostro obiettivo”, scrive Ruvolo. “Non possiamo aspettare che la crisi mediorientale faccia il resto”.

Il presidente riferisce che la proposta non avrebbe finora ricevuto risposta dal Governo. Confimprenditori annuncia quindi una manifestazione per la prossima settimana, con l’obiettivo di chiedere misure definitive contro il caro carburanti.

“Le imprese hanno bisogno di certezze. Senza interventi immediati, il rischio è quello di assistere alla cronaca di una morte annunciata per migliaia di aziende”, conclude Ruvolo.