SAN BENEDETTO – Dopo le accuse di aggressione mosse da Matteo Hallissey, arriva la versione di Giuseppe Ricci, presidente di ITB Balneari, che ricostruisce a modo suo quanto accaduto allo stabilimento Stella Marina.
Secondo il racconto di Ricci, tutto è iniziato quando un bagnino lo ha avvertito che gli attivisti lo stavano cercando: “È venuto il bagnino a chiamarmi, mi ha detto vogliono il presidente”. Gli attivisti, riferisce Ricci, avevano nel frattempo allestito un bivacco in spiaggia. Ricci racconta di aver proposto una foto insieme, ma di essersi sentito rispondere: “Quando ci chiederai scusa allora faremo una foto con te”. Una scusa che, precisa oggi, non è disposto a fare: “Chiedere scusa a quella gente lì mai”.
Ricci sostiene che siano stati gli attivisti a provocare per primi, con gesti e attaccando manifesti dello stabilimento. “Mi sono sentito male e ho chiamato la pubblica sicurezza”, racconta, aggiungendo che gli attivisti sarebbero stati identificati sul posto. Erano una quindicina le persone presenti alla protesta, secondo Ricci: alcuni a parlare, altri a riprendere la scena con i telefoni. Il presidente di ITB annuncia inoltre di aver già sentito un avvocato, ipotizzando una violazione di domicilio, e chiede alle forze dell’ordine di identificare e, se del caso, incriminare chi si rende protagonista di episodi simili in futuro.
Sul merito della protesta, Ricci difende il modello attuale delle concessioni e liquida le richieste dei Radicali: “Spiagge libere? Inondate di sporco. Poi dovremmo mettere i servizi a pagamento”.
Ricci ha inoltre fornito un dato sulla dimensione del fenomeno a livello nazionale, sostenendo che a fronte di circa 8.000 chilometri di costa balneare in Italia, gli stabilimenti ne occuperebbero circa 900. Il dato è in parte impreciso: secondo l’ultimo rapporto Legambiente, l’Italia conta 7.466 chilometri di costa complessivi, di cui 3.346 chilometri di spiagge sabbiose; di queste, circa 1.433 chilometri (il 42,8%) risultano occupati da concessioni balneari, una cifra superiore a quella citata da Ricci. Il numero di 900 km si avvicina di più a stime più datate o parziali, mentre il Ministero del Turismo aveva calcolato una quota del 33% sul totale della costa nazionale, dato però contestato dalle associazioni ambientaliste perché comprensivo anche di tratti di costa rocciosa o non balneabile.
Definisce inoltre il movimento di Hallissey un “partitino inutile per acquisire qualche voto”, pur augurandogli, dice, di “crescere” e di “fare politica seria” in futuro. Secondo Ricci, se i manifestanti non si fossero allontanati, sarebbero stati gli stessi turisti presenti a intervenire contro di loro.
Ricci rivendica infine il valore della tradizione balneare di famiglia: “Il mestiere dev’essere conosciuto, noi lo abbiamo nel sangue. Se siamo arrivati a questo punto è perché lo abbiamo fatto bene, merito dei balneari italiani ma soprattutto sambenedettesi”. Sottolinea di aver ricevuto solidarietà dai propri clienti, ribadendo di voler garantire “tranquillità e benessere” e “assoluta sicurezza” a chi frequenta il suo stabilimento, un’armonia che, dice, non è disposto a veder compromessa.

Lascia un commento