SAN BENEDETTO – A pochi giorni dall’avvio del fermo biologico, le quotazioni dei prodotti ittici registrano un generale aumento al Mercato Ittico di San Benedetto. A incidere sull’andamento dei prezzi è anche il caro carburante, che continua a pesare sui costi dell’attività di pesca.
Tra i prodotti più quotati spiccano gli scampi di prima, che hanno raggiunto un prezzo massimo di 64 euro al chilo, con una quotazione media d’asta di 57,30 euro. Gli scampi di terza hanno invece registrato una media di 40,96 euro, mentre gli scampi piccoli si sono attestati a 14,39 euro.
Le quotazioni medie registrate nell’asta di ieri mattina evidenziano valori particolarmente significativi anche per altri prodotti. Il pesce San Pietro grande ha raggiunto una media di 36,07 euro al chilo, quello mezzano 33,89 euro, mentre la mazzancolla mezzana e piccola si è attestata a 30,70 euro. La ricciola ha registrato una media di 19,90 euro e lo scorfano grande di 19,38 euro.
Per quanto riguarda gli altri prodotti, il calamaro mezzano ha raggiunto una quotazione media di 21,81 euro, il palombo grande 10,10 euro, il nasello grande 11,85 euro, il nasello grande e porzione 11,46 euro, il nasello mezzano 9,38 euro, il nasello mezzanello 8,84 euro, il nasello piccolo 10,42 euro, il nasello di quarta 11,18 euro e il nasello porzione 10,48 euro.
Il gambero rosa mediterraneo ha registrato una media di 6,94 euro, mentre il lanzardo mezzano si è fermato a 0,48 euro. Per il rospo-pescatrice grande la quotazione media è stata di 11,27 euro, per il totano piccolo di 2,02 euro e per la seppia pizzuta di 13,41 euro.
Tra le altre specie commercializzate, la razza grande maculata ha raggiunto 2,80 euro, la razza mezzana 1,16 euro, il moscardino bianco 13,83 euro, la gallinella o cappone piccola 4,15 euro, la pannocchia grande 13,91 euro e il granchio 2 euro.
Quotazioni medie di 5,34 euro per la tracina, 5,20 euro per il pesce prete o lucerna, 9,62 euro per la zanchetta, 1,10 euro per il gattuccio, 2,67 euro per il pagello fragolino, 0,65 euro per la calappa e 5,70 euro per il ghiozzo nero.
L’andamento dei prezzi arriva dunque in una fase particolarmente delicata per il comparto, alla vigilia del fermo biologico, quando la disponibilità di prodotto e i costi sostenuti dalle marinerie possono riflettersi sulle quotazioni all’asta e, successivamente, sui prezzi al consumo.

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