SAN BENEDETTO – Da cinque anni Museo del Mare, mercato ittico e Argo, la cooperativa di biologi marini, organizzano insieme i tour notturni al mercato del pesce. Un’esperienza che nasce da una storia più antica, quella del museo stesso.
Tutto comincia negli anni ‘50, da una telefonata. Un commerciante di pesce sambenedettese stava parlando con un acquirente milanese, ma è difficile capirsi quando lo stesso pesce ha nomi diversi a seconda di chi parla. Chi assistette a quella chiamata si accorse che quello era un problema da risolvere. L’idea dei pescatori: creare un museo-biblioteca del mare, dove ogni specie viene catalogata con tre nomi, quello italiano, quello locale in dialetto e quello scientifico. Si pensò così di allestire un’esposizione, una raccolta permanente, affinché pescatori, commercianti, acquirenti o semplici curiosi potessero conoscere le qualità delle specie ittiche e la loro esatta denominazione dialettale, italiana e scientifica.


Questa è un’altra peculiarità del museo ittico: un posto vissuto in prima persona dai pescatori e dalle loro famiglie, e non da ricercatori come altre istituzioni simili. Erano loro infatti che durante la grande epopea della marineria sambenedettese cominciano a riportare quello che trovano dai viaggi in mare. “L’obiettivo del tour è di mettere al centro i lavoratori del porto: non siamo noi i protagonisti”, racconta Francesca Vitelli, coordinatrice del Museo del Mare.

Sono cinque gli anni di collaborazione tra Museo del Mare, Argo e mercato ittico, per portare i visitatori in un luogo simbolo della città, vissuto ogni giorno da una parte consistente di San Benedetto legata, in un modo o nell’altro, al porto. “Esperienza per promuovere e valorizzare non solo il mare e la pesca, ma anche coloro che ci lavorano”, spiega Olga Annibale, biologa di Argo.
Quella sambenedettese è un’asta peculiare: a partire dalle quattro del mattino, commercianti, grossisti, albergatori e ristoratori si contendono il pescato in una concitata asta al ribasso, un meccanismo raro in Italia. Negli ultimi anni l’asta è diventata digitale, mentre quella del pesce azzurro si svolge ancora a voce, viva, gridata. Il mercato ittico comunale è il più grande in Italia per quantità di merce gestita, con due linee d’asta che lavorano in parallelo e più di duemila lotti venduti ogni notte. Negli anni sono stati fatti diversi interventi per rendere più vivibile un ambiente di lavoro storicamente duro.

Il biologo di Argo ci ha raccontato anche di Clean Sea Life, il progetto europeo di cui San Benedetto è diventata un modello: da anni una flotta di quaranta pescherecci riporta a terra ogni giorno i rifiuti raccolti in mare, in collaborazione con le autorità locali. Un tempo quella plastica, impigliata nelle reti insieme al pesce, non poteva essere smaltita a terra; oggi, grazie all’accordo con il Comune di San Benedetto, i pescatori possono sbarcarla regolarmente, trasformando un problema quotidiano in una fonte di dati preziosi sullo stato di salute dell’Adriatico.
Il Museo Ittico “Augusto Capriotti”, tappa finale del tour, custodisce oggi oltre novemila esemplari suddivisi tra pesci, crostacei, molluschi, cetacei, echinodermi, celenterati e fossili. Fu inaugurato nel marzo 1956, dedicato al ricercatore sambenedettese Augusto Capriotti. Una caratteristica poco comune del museo è il procedimento di preparazione dei reperti, che avviene tassidermicamente: un processo simile all’imbalsamazione, capace di conservare i colori degli esemplari in modo quasi naturale. Tra i pezzi più significativi, una collezione cetologica che comprende diversi scheletri, tra cui l’emimandibola di una balenottera azzurra.

Mentre l’alba si alza sul porto e la città dorme ancora, il tour si chiude sul balcone del museo. I commercianti di pesce, acquistato il pescato del giorno, caricano i loro camion e vanno via.“Mentre San Benedetto dorme, qui c’è una vita: il fulcro della città”, dice Annibale. “Promuovere il patrimonio umano del porto” l’obiettivo prefissato di questa collaborazione da cui nasce il tour dell’asta del pesce.
Vitelli chiude con una riflessione più ampia: “Si parla spesso di turismo esperienziale, ma spesso è costruito su qualcosa che non esiste più. Qui l’esperienza è reale, non c’è niente di costruito”.
I prossimi tour sono in programma per il 4 e 11 agosto, al costo è di 25 euro per gli adulti e di 15 euro per i bambini. La partecipazione è possibile esclusivamente con prenotazione obbligatoria, contattando il numero 353 4109069.

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